Mancini dimentica le battaglie tra ricchi e poveri

Le ire di Roberto Mancini hanno la memoria corta, anche sabato scorso il tecnico dell'Inter con vera mancanza di stile ha attaccato l'operato dell'arbitro affermando di aver diretto la gara con due pesi e due misure penalizzando i propri attaccanti. L'ex bandiera e simbolo della gradinata sud ha vissuto quindici anni in quelle che lui stesso definiva battaglie tra ricchi e poveri. Proprio per questo era amato il «Mancio», oltre alla sua classe cristallina era il tifoso in campo, il paladino contro le ingiustizie, famosa rimane la protesta di un famigerato Samp-Inter dove l'arbitro Nicchi lo cacciò dal campo dopo proteste infuocate. Ora tutto sembra cambiato, i gol dell'Inter dovevano essere convalidati e il rigore per i blucerchiati è stato inventato mentre la moviola dimostra tutto il contrario, anzi, Cordoba (autore del fallo) doveva essere per regolamento espulso. Mancini con il difficile rapporto con Enrico Mantovani ha diviso all'epoca la tifoseria blucerchiata, due stagioni fa con la Samp in piena lotta Champion's schierò a Marassi una formazione con il coltello tra i denti che non aveva più nulla da chiedere al campionato e sbancò il Ferraris, l'Udinese di conseguenza guadagnò l'ingresso tra le grandi d'Europa. Fa male pensare al tradimento e oramai alla abituale mancanza di stile del figliol prodigo tanto amato dal compianto Presidente Paolo Mantovani.