Mancini e il fantasma Mourinho

In Spagna dicono: "Se l’Inter va ko in Europa, arriva il portoghese". Affare
da 300 milioni<br />

Appiano Gentile - Roberto Mancini ad Anfield qualcosa ha sbagliato, pare che proprio lui si sia lasciato sfuggire una buona parola su Suazo e il suo utilizzo, non proprio dal primo minuto ma in seguito, per come si era messa la partita. Aveva lamentato la mancanza di uno come l’honduregno dopo l’eliminazione di Valencia, accontentato, ecco che a Liverpool si era presentata l’occasione perfetta. Suazo fatica a entrare negli schemi, non esiste neppure una sua spalla ideale in quanto ama giocarsela solo contro tutti. Il secondo tempo di Anfield sembrava disegnato per lui. Ma bisognava anche trovare il coraggio di tirar fuori dalla mischia uno come Ibra e questa è una operazione sempre molto complicata, nonostante non sia nel suo momento migliore, come ha spiegato proprio Mancini: «Zlatan ha un problema al tendine del ginocchio da tempo. Si ferma, poi riprende, durante la settimana fa fatica a svolgere tutto l’allenamento, alla domenica poi stringe i denti».

Fa onore al tecnico la difesa del suo uomo di punta ma avvalora la tesi di un suo ostinato utilizzo fino al novantesimo di Liverpool. Ma Mourinho, onestamente, è lontano qualche galassia dal pianeta Inter. Solo l’abilità del suo manager Jorge Mendez può tenere viva una operazione che avrebbe dell’incredibile. Con la complicità di El Mundo Deportivo. Ieri l’edizione on line del quotidiano catalano disegnava uno scenario che lo allontana da Barcellona e lo avvicina all’Inter come probabile sostituto di Mancini in caso di quarta eliminazione consecutiva dall’Europa: «Solo Moratti è in grado di strapparlo al Barcellona».

Tutto è possibile soprattutto se Moratti è disposto a cacciare fuori qualcosa come 300 milioni di euro per festeggiare il suo personalissimo centenario. Mancini via significa un contratto fino al 2011 da onorare a 5 milioni l’anno per lui e altrettanti per il suo staff. Mourinho qui significa minimo un triennale da 7,5 a stagione, più il suo staff, più tre o quattro calciatori da 35 barra 40 milioni da acquistare, perché a questo ci ha abituati il tecnico portoghese. Si parla di netti. Con Massimo Moratti che dopo molte stagioni nel gregge, ecco che improvvisamente si libera del tecnico che gli sta vincendo il terzo scudetto consecutivo. Per gli irriducibili c’è però un ulteriore indizio: lo scaltro Jorge Mendez è anche il procuratore di Cristiano Ronaldo, colpo da centenario. Vero, ma Moratti si è informato, la trattativa è durata un battito di ciglia quando al presidente sono stati chiesti circa 180 milioni. Ingaggio a parte. Peraltro Cristiano Ronaldo starebbe per prolungare con il Manchester United per 12 milioni a stagione.

Mancini si può criticare, ma sta andando oltre ogni più rosea previsione, in questa stagione ha perso tre partite, se va via dall’Inter, va via perché non ne può più lui, e questo potrebbe essere uno scenario possibile. Intanto ci sarebbe una trasferta a Genova. Ieri Mancini ne ha parlato poco, ma non per colpa sua, l’argomento era il 2-0 di Anfield: «Sicuramente c’è stata qualche difficoltà nell’impatto con la partita - ha detto -, ma il problema maggiore è stato restare in dieci uomini per 65 minuti». In realtà l’Inter è apparsa sul campo quando ha dovuto giocarsela in dieci. Comunque è ufficiale, oggi da prima in classifica si presenta al Ferraris contro la Samp, in undici.