Tra Mancini e l’Inter può scoppiare la pace

Sul futuro del tecnico si scatenano i messaggi e c'è chi dice di saperla lunga. Il procuratore afferma: "Resta al 100%". Ma Moratti non vuol mollare sul medico, Figo e Branca

Mai visto Massimo Moratti così felice dopo la sofferta conquista del sedicesimo scudetto: lo testimoniano le immagini che invece raccontano di un Mancini con il viso tirato e l’animo in subbuglio a dispetto dell’ennesimo trionfo. In pochi mesi il tecnico ha messo su più rughe che negli ultimi cinque anni. In questa contrapposizione c’è chi ha visto le premesse d’una separazione più o meno consensuale. Non sarà così.

Almeno stando ai sussurri che agitano il dietro le quinte di Casa Inter e che si sommano alle dichiarazioni rilasciate da De Giorgis, il procuratore di Mancio, a Radio Radio. Vale la pena di riportarne qualche brano: «Mi sorprenderei se andasse via. Roberto è in sintonia con il presidente, il giorno dopo l’eliminazione dalla Champions League s’è scusato con lui, ne ha fatti di passi indietro. All’Inter non vedo tanta gente contraria alla sua permanenza, né vedo questioni insormontabili da superare. È vero, c’è qualche divergenza con il dottor Combi. Ma anche alla Roma non tutto fila liscio con lo staff medico».

Nel corso dell’intervista De Giorgis ha anche parlato dei problemi che potrebbero sorgere su Figo, Adriano e magari Recoba, pupilli dichiarati del presidente: «Non credo che Moratti lo obblighi a farli giocare. Tocca all’allenatore scegliere i giocatori e fare la formazione». Il procuratore ha anche annacquato il presunto conflitto con il dg Branca: «È che si parlano poco, entrambi sono introversi e riservati, ma lavorano sodo». E allora? «A giorni Mancini e il presidente si incontreranno e in quella occasione capiranno se questa comunione di intenti andrà avanti come è stato per tanti anni. Io penso di sì».
Dall’altra sponda giunge voce che Moratti non arretrerà di un passo su Combi, Branca e Figo: tutti e tre confermati, con il portoghese prossimo a passare dal campo alla scrivania. In discussione anche la posizione del preparatore atletico Carminati. La tentazione di arrivare a Mourinho è forte, soprattutto per la speranza che il tecnico portoghese si porti appresso Drogba e convinca l’attaccante ivoriano, 30 anni compiuti a marzo, a vestire la maglia nerazzurra invece di quella rossonera. Ma è solo una tentazione, una ipotesi, un’idea. La realtà è un’altra e va nella direzione di rispettare il contratto con Mancini. A condizione che il tecnico scenda a patti, ammorbidisca gli angoli più acuti del suo carattere e collabori senza riserve con gli uomini meno graditi. Indispensabile quindi un ulteriore passo indietro da parte dell’uomo che s’è abbondantemente pentito della contrapposizione portata avanti con tanta forza dopo il ko con il Liverpool. A un amico caro ha detto: «Ho sbagliato quella sera, ma se mi paragonano a Ferguson è giusto che abbia più autonomia nelle scelte». Indiretta la risposta di Moratti: «È sempre stato accontentato in tutto e per tutto». Non è casuale il riferimento allo staff tecnico, composto tutto da uomini del Mancio, e alla campagna acquisti, vedi l’allontanamento di Adriano e Recoba, l’arrivo di Suazo e la conferma di Cesar. Inutile dire che su queste valutazioni il presidente, pur pensandola in modo opposto, soprattutto su Adriano, non ha fatto sentire il suo peso. Altrimenti non avrebbe dato a Branca l’ok per procedere.

Avanti con Mancini, quindi. Ma Mancini vorrà restare a queste condizioni che a suo tempo lo avevano portato a minacciare o dare (fate voi) le dimissioni? Nella sua risposta è racchiuso il futuro della panchina nerazzurra. Il popolo interista sta dalla parte del presidente che, per bocca della sorella Bedi, negli ultimi due mesi ha volutamente trascurato gli impegni della Saras, l’azienda petrolifera di famiglia, per stare vicino alla squadra e vestire i panni inediti dello psicologo. «Una volta va bene, due no», si è detto Moratti che nelle tante ore trascorse ad Appiano Gentile ha compreso a fondo gli umori dello spogliatoio. Mancini non lo domina come un tempo. E i giocatori, con qualche lieve cambiamento, resteranno gli stessi. Il particolare non è trascurabile al di là di quanto si diranno i due nell’incontro prossimo venturo. L’uno lo vuole all’indomani della finale di coppa Italia, l’altro prima. Indovinate chi e perché.