Mancini: "Gioco io la finale: vince la Spagna"

«Come vorrei essere in campo con loro: sono i migliori, coronano un
ciclo iniziato con l’Europeo. L’Inghilterra? Capello non ha sbagliato ma
qui dovremmo fare meno partite. Tifavo Argentina e Maradona. L’Italia?
Balotelli e Cassano sono grandi»

Buongiorno Mancini, comunque vada nel Manchester City avrà in squadra un campione del mondo: De Jong l’olandese o Silva lo spagnolo. Per chi tiferà?
«Bel dubbio, non so. Ci fosse stata l’Argentina non avrei avuto esitazioni. Facevo il tifo per loro».
E se gli fosse toccato giocare questa finale, con chi si sarebbe schierato?
«Avrei scelto la Spagna. É molto forte, palleggia benissimo, sta coronando un ciclo: vinti gli europei, qui ha trovato l’apice anche se ha giocatori ancora giovani. Ma chapeau all’Olanda. Sono due squadre di qualità».
Villa-Robben, Sneijder-Iniesta: scelga?
«Domande difficili. Direi i due spagnoli, ma solo leggermente».
Scelga un pallone d’oro...
«Se vince l’Olanda, non c’è match: Sneijder. Altrimenti Iniesta o Xavi, sono l’anima della squadra. E Iniesta ha solo 24 anni».
La migliore del mondiale?
«Dico Spagna, però pensavo potesse esserlo l’Argentina. Non credevo al Brasile, nonostante il buon inizio. Lavorando qui, in Inghilterra, la mia finale era Inghilterra-Italia. In alternativa avrei scelto Argentina-Spagna».
Invece l’Olanda...
«L’Olanda ha perso poco, in fase offensiva ha molta qualità. Il mio, De Jong, è un giocatore solido ed è grazie a centrocampisti così che l’Olanda può permettersi di giocare a modo suo».
Ricorda l’Olanda della generazione Cruyff?
«Altra stoffa, quella è stata una delle squadre più forti mai esistite. Eppure non ha vinto un mondiale. Giocavano già un calcio differente da tutti. Questi non sono altrettanto forti e magari...».
Scelga il leader?
«Dico Van Bommel, anziano, esperto, una roccaforte. Poi c’è Sneijder: fantastico! Il giocatore che mancava all’Inter e continuo a non capire perché il Real lo abbia lasciato andare così».
Eppure tra tanti personaggi dal calcio raffinato si è fatto largo il testolone di Puyol: per far gol e altro...
«Ma questo è tutto il mondiale delle situazioni inattese: in finale la squadra di un re e quella di una regina, prima volta in Africa, due nazionali che non hanno mai vinto. Puyol è un grande difensore e un vero leader, in nazionale e nel Barcellona. È bello che Puyol oppure lo stesso Van Bronckhorst, con il quale ha giocato insieme in Catalogna, possano vivere un così bel finale di carriera. Come è capitato a Cannavaro in Germania. Queste sono le storie di calcio che mi piacciono».
Scelga un protagonista?
«Il polpo Paul, un fenomeno. Il numero uno del mondiale. La vera rivelazione, peccato che ora se lo mangeranno».
Parlavamo di calciatori...
«Il calcio è strano. Pensi, Messi è il migliore del mondo, avrà provato 30 tiri e non ha segnato neppure un gol? Da non credere. E Ronaldo ha fatto la stessa fine. Non tutto è comprensibile».
Dicevamo i top, non i flop...
«Ma questi non sono flop, sono stranezze. Top? Nel Brasile il migliore in assoluto è stato Maicon. Nella Spagna, quando Villa ha cominciato a segnar reti, non ce n’è stato per nessuno. Ozil e Muller ci hanno divertito: due stelle. Niente male Suarez nell’Uruguay».
Con l’Inter avevate “scoperto” Ozil 4 anni fa, giusto?
«Quando giocammo contro il Werder Brema, ma era giovanissimo: aveva 18 anni. In certi casi devi fare una scommessa».
Invece Kakà, Rooney e qualche altro anno deluso...
«Hanno avuto problemi fisici e scontato. Kakà non stava bene già a Madrid».
Rooney e gli inglesi: figuraccia loro o di Capello?
«Non sono d’accordo. Delusi, non figuraccia. Non è possibile, nel 2010, non vedere un gol come quello annullato. Sul 2-2 potevano raccontare un’altra storia. L’Inghilterra stava cominciando a dominare».
Salvato Capello...
«Per me l’Inghilterra ha il miglior ct possibile. Sta creando le basi per una squadra solida. Il problema è un altro...».
Dica...
«Gli inglesi giocano troppo: lo ha detto Capello, lo diceva pure Eriksson. Non si può tenerli sotto pressione come capita qui. Negli anni degli europei e dei mondiali, serve una pausa invernale per far tirare il fiato».
E Maradona ct?
«Ho tifato per lui. Mi piace perché ci mette una passione incredibile, amore, si vede che ama il pallone. Mi ha fatto piacere vederlo. Purtroppo carisma e conoscenza del pallone non bastano per stare in panchina: serve più esperienza da tecnico».
E a noi non resta che piangere sull’Italia...
«Adesso è facile giudicare. Siamo usciti male in un mondiale strano. Certo, si poteva far meglio, il girone era abbordabile. Mettiamola così: è il bello del calcio. Ed ora forza con i giovani ».
Crede al riscatto?
«Non facciamo tanti drammi: 4 anni fa abbiamo vinto, due anni fa siamo usciti ai rigori contro la nazionale più forte in circolazione. Abbiamo giovani bravi. Cassano e Balotelli sono straordinari. A me piace Marchisio. Ricominceremo da Buffon, che sarà il leader, poi Chiellini e Pirlo».
Balotelli interessa anche al Manchester City...
«Quelli bravi ci interessano sempre. Se l’Inter lo vende, noi ci siamo».
Balotelli e Dzeko in attacco: buona idea?
«Certamente si. Dzeko è più di un interesse. E Balotelli... vedremo».
Gente con un caratterino...
«Non ho problemi. Basta siano bravi: così vanno in campo e giocano bene».
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