Mancini incontentabile «Nel primo tempo dovevamo chiudere»

Crespo: «Quando mi hanno detto della panchina ho pensato a uno scherzo». Il tecnico: «Ho preferito Adriano perché molto motivato»

Nostro inviato a Palermo

Roberto Mancini raccoglie gli applausi destinati a chi può celebrare la nona vittoria consecutiva. Si gode l’appellativo di invincibile che già gira sulla sua testa, ma non vuole farsi condizionare dal primato e dalla facilità con cui la sua squadra sta dominando questo campionato. Anzi, ci mette un pizzico di perfezionismo, più che invincibile si sente incontentabile: «Nel primo tempo dovevamo chiudere la partita visto le situazioni costruite, mentre loro non avevano creato quasi nulla. Nonostante il gol preso a pochi secondi dal riposo, ho detto ai ragazzi di continuare così perché sulla partita non avevo nessun appunto da fare. La difesa non ha concesso praticamente nulla, nonostante sapessimo che sarebbe stata una partita difficile».
Mancini ha fatto i complimenti anche ad Adriano, inserito fin dall'inizio - un po’ a sorpresa - al posto di Crespo: «Sapevo che in una partita così Adriano avrebbe avuto grandi motivazioni. È partito lui anche per dare ad Hernan un minimo di riposo ed ha fatto una prestazione ottima. In previsione c'era la sostituzione, sapevamo che sarebbe un po’ calato, poi il problema con Ibrahimovic ha cambiato le cose ed alla fine Adriano era stanco morto ma ha dato una grossa mano».
Già, la mossa a sorpresa. Anche per chi è rimasto fuori e probabilmente non se l’aspettava. C’era ben altro infatti nella testa di Hernan Crespo quando gli hanno detto che contro il Palermo sarebbe andato in panchina e non in campo. Avvicinato dai telecronisti di Sky che gli hanno chiesto se era vero che avrebbe giocato Adriano, l’argentino ha confermato, concedendosi una battuta: «Sì, è vero, vado in panchina. Quando me l’hanno detto ho pensato fosse uno scherzo». Invece era la verità.
«Ma non parlate di novità - taglia corto Mancini -: Nove partite fa giocavano Adriano e Ibra, poi Crespo al posto del primo e Solari ha giocato due domeniche fa contro la Reggina, dove sono le novità? Io non le vedo. Piuttosto, ho schierato subito il brasiliano perché ritenevo avesse grandi motivazioni e pure per fare riposare un po’ Hernan che arrivava da tanti impegni e tanta gloria». Poi chiude con il pensierino sullo scudetto: «Non cambia niente: il Palermo merita la posizione che ha e penso che anche con la Roma la lotta sarà fino alla fine. Ma ora è presto, mancano troppe partite».
Tra i migliori in campo, invece, ecco Stankovic che fa i complimenti al Palermo («Non è facile vincere contro questa squadra con questo splendido pubblico») e poi guarda all’Inter: «Nel primo tempo non abbiamo sbagliato quasi nulla e in generale è la dimostrazione di forza di un gruppo pieno di orgoglio e pronto a sacrificarsi. L’orgoglio ci fa dare il doppio rispetto agli altri. A Palermo si è chiuso un ciclo lungo due mesi: siamo passati in Champions e primi in campionato, possiamo stare un po’ tranquilli».