Mancini mister coppa Italia «Spero sia l’inizio di un ciclo»

Mihajlovic: «Noi puntavamo a Champions o scudetto, ma anche questa è una vittoria». Totti: «Non scappo, credo in questa società»

Gian Piero Scevola

da Milano

È qui la festa, nel catino del Meazza e negli spogliatoi, mentre per le strade di Milano impazza la gioia dei tifosi, felicità per troppi anni repressa e condita da una serie infinita di delusioni. Sorride, ma è distrutto dalla tensione Roberto Mancini, il recordman di coppa Italia, 6 vinte da giocatore, 3 da tecnico in altrettante squadre diverse: «La dedico ai nostri tifosi, si meritano questa serata. In tutta la stagione nessuna squadra ci ha mai messo sotto, anche se abbiamo subito tre sconfitte in 60 partite. È stato comunque un anno positivo, iniziato con qualche difficoltà e quando riprenderemo il 10 luglio, dovremo ripartire con questa mentalità vincente, con questa serietà perché solo così si arriva a risultati importanti. Abbiamo iniziato a vincere qualcosa, dobbiamo continuare e cercare di realizzare un ciclo di successi. Certo che in Italia ci sono solo due titoli: lo scudetto e la coppa Italia. L’abbiamo vinta noi e quindi la stagione è positiva e personalmente sono felice. Cosa mi ha detto Moratti? Era arrabbiato, forse perché potevamo vincere anche lo scudetto». E qui il sorriso si allarga, la risata è quasi contagiosa: «È un trionfo dedicato alla famiglia Moratti».
Dallo spogliatoio i giocatori escono bagnati, dopo essere stati sommersi da fiumi di champagne; sono ebbri, non di alcol, ma di gioia. Sinisa Mihajlovic, l’uomo che ha deciso la sfida del Meazza, guarda avanti: «Importante è imparare a vincere, prendiamoci questa coppa e nella prossima stagione partiamo subito così». Capitan Cordoba non sta più nella pelle: «Mi sono messo la fascia ed è arrivata la coppa Italia. Più fortunato di così... Ma la voglia di vincere era troppo grande in noi». E dalla Germania, via telefono si fa sentire il capitano di sempre, Javier Zanetti: «Questo è l’inizio di un ciclo, porta bene, vinceremo ancora tanto».
E mentre i giocatori esultano come bambini, anche il patron Massimo Moratti esprime la sua gioia: «Questa vittoria è utile per il futuro, avevamo bisogno di vincere qualcosa, per i tifosi, per i giocatori, anche per me e anche per guardare al futuro con maggior serenità. Questo è comunque un trofeo importante, non una coppetta, Mancini ci ha dato la spinta per il futuro e l’esultanza dei giocatori è legittima: c’è stata la rottura di una situazione negativa. Ora c’è un progetto e sarebbe un errore stravolgere la squadra: il gruppo c’è in campo e fuori, dobbiamo fare poche cose ma fatte bene».
Intanto scoppia il giallo Totti che, secondo un cronista Rai avrebbe detto: «Non voglio dire niente, non so se resterò nella Roma». Apriti cielo, la smentita arriva subito, prima Bruno Conti e poi lo stesso Totti, scandalizzato contro chi gli ha messo in bocca parole mai dette: «Resto a Roma, ho fiducia nella società, altrimenti non avrei firmato il rinnovo del contratto dieci giorni fa. Non capisco come si possano mettere in circolazione frasi che non ho mai detto né pensato».
L’arrabbiatura è grande, meglio gustarsi la gioia del presidente nerazzurro Giacinto Facchetti: «Questo successo è bello, ora dovremo vincere qualcosa di più importante. Abbiamo raggiunto un obiettivo e ora non voglio pensare al Milan che non ha vinto niente. D’altronde un mese fa l’avevo detto a Galliani che sarebbe finita in un certo modo...».

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