Mancini: «Moggi ha paura» Ma l’Inter teme l’effetto sosta

Gian Piero Scevola

Come prima, più di prima, sembra il ritornello di una vecchia canzone di Tony Dallara: è invece il diktat che Roberto Mancini ha imposto alla truppa nerazzurra. «Dobbiamo ripartire dai risultati che abbiamo ottenuto prima della sosta, se poi giocheremo anche nello stesso modo tanto meglio. Ma dopo una pausa così lunga può sempre capitare di tutto e quindi bisogna puntare soprattutto ai tre punti», l’esortazione del tecnico interista. «Noi faremo sempre la nostra partita, ma le soste sono un punto interrogativo per tutti, speriamo di aver fatto le cose bene, come pensiamo di averle fatte in questo periodo. Ma sappiamo anche che affronteremo un avversario difficile, un Siena che anche a Torino contro la Juve, pur perdendo, aveva giocato un buon calcio».
L’obiettivo quindi è ottenere la settima vittoria consecutiva in campionato, avvicinare la capolista e metterle pressione e Mancini ne approfitta per rispondere a Luciano Moggi, che attribuisce all’Inter la possibilità di concludere solo al secondo posto. «Moggi? Anno nuovo, vita vecchia. Ha paura, lui conosce bene il calcio e gioca la sua partita, fa apposta perché sa che se la Juve perde due-tre punti in poche giornate, per loro è finita. Moggi sa che se accade questo il campionato è riaperto», la replica di Mancini. «Se concluderemo secondi avremo comunque fatto meglio dell’anno scorso e quindi avrebbe il suo lato positivo. È chiaro che chi sta davanti spera in un calo di chi insegue e chi insegue si augura un calo di chi sta davanti. Questo fa parte dei giochi. Ma noi dobbiamo andare avanti pensando solo a noi stessi, anche perché ci aspetta un gennaio molto importante».
Mancini ha particolarmente gradito la disponibilità di Obafemi Martins che si è detto pronto a fare “avanti-indietro” dalla coppa d’Africa (ipotesi estrema solo nel caso che nessuno tra Adriano, Cruz e Recoba fosse disponibile). Il nigeriano oggi sarà al fianco di Adriano, mentre l’altro africano, il camerunense Wome, raggiungerà la sua nazionale addirittura dopo la gara casalinga col Cagliari. E a proposito di Adriano, Mancini ha tirato un bel respiro di sollievo: «L’ho rivisto bene dopo lo spavento dell’infortunio contro l’Empoli, è motivato e ha una gran voglia di continuare a fare gol (è in serie positiva da 4 giornate con 5 gol realizzati, ndr)».
Inevitabile un giudizio di Mancini sulla partenza di Cassano, dopo che il tecnico jesino aveva cercato di forzare la mano a Moratti per portarlo a Milano: «Ribadisco che si tratta di un bravo ragazzo e di un bravo giocatore. In Italia si parla tanto di vivai ma poi, anche se sono contento per lui, si lascia andare Cassano a 23 anni al Real e nessuno lo trattiene». Se non è questo uno schiaffo a Moratti, poco ci manca.