Mancini: ora penso soltanto ad avere Balotelli nel derby

Il tecnico nerazzurro darà spazio alla coppia Crespo-Cruz: «Il ragazzo è diffidato e ogni settimana rischia perché viene provocato. Non è giusto, bisogna proteggerlo. Però sta imparando»

nostro inviato ad Appiano Gentile

Adesso sta a vedere che anche l’organizzazione per i festeggiamenti è diventata un pensiero. Mancini non vuole sentire neppure parlare di scudetto, figuriamoci di festeggiamenti. Gli hanno chiesto se non sarebbe più prudente evitare di vincere il campionato nel giorno del derby e lui avrebbe risposto volentieri che si sentirebbe pronto anche in contemporanea a una eventuale Apocalisse. Ma ha dato una seconda versione: «Nessuno può sapere quando questo accadrà, o dove succederà. Noi cercheremo di vincere contro il Cagliari per tenere la Roma a sei punti. Sinceramente non possiamo pensare ai festeggiamenti». Il 15 maggio dell’88 successe un episodio curioso: ultima di campionato, l’Inter in casa fa 1-1 con l’Avellino e conquista un avvilente quinto posto a 12 punti dal Milan che vince lo scudetto e decide di far festa la sera stessa a San Siro. Mentre lo stadio si svuotava di tristissimi interisti, si riempiva di eccitatissimi milanisti, un incrocio senza problemi perché i primi raggiunsero rapidamente tram e automobili, mentre i secondi consentirono un deflusso umano. Così si è comportata Milano vent’anni fa, forse la città e i suoi tifosi non sono peggiorati. Ma che ci sia tanto derby nella testa di Mancini è sicuro. Il presidente gli ha chiesto i tre punti, come gli oltre mille tifosi presenti ieri alla Pinetina. Mancini ha solo ripetuto che prima viene il Cagliari, che è tosto, gioca bene, non perde più, eccetera, eccetera, ma in realtà sta preparando il sorpresone. Almeno sembra. L’argomento è Mario Balotelli, senza dubbio il nuovo crack nerazzurro. A domanda precisa Mancini ha risposto: «Balotelli è diffidato e un nuovo cartellino giallo lo escluderebbe dal derby. Ma noi dobbiamo pensare prima al Cagliari, che adesso è una gara molto più importante del derby. Deciderò all’ultimo e cercherò di fare le cose nel migliore dei modi». Risposta dovuta, ognuno può immaginare le reazioni di Crespo, giusto per fare un nome, se Mancini avesse confermato il timore di perdere Balotelli per il derby. Durante la settimana Cruz e Crespo hanno fatto coppia. Solo ieri mattina accanto a Cruz è spuntato Balotelli: «Gioco? - ha risposto il minorenne - Io non lo so». L’idea è che Mancini lo metta in panchina, augurandosi che, in caso di necessità, contro il Cagliari sia sufficiente l’ingresso di Suazo. E di Balotelli ha parlato fino allo svenimento: «Bisogna proteggerlo perché lo provocano. Non credo sia giusto che un ragazzo di 17 anni ogni domenica debba prendere un’ammonizione perché viene provocato. Piano piano migliorerà anche sotto questo aspetto, ma ciò che fanno nei suoi confronti non va bene». Balotelli sta ribaltando le gerarchie fra le punte e consentendo a Zlatan Ibrahimovic di usare tutto il tempo necessario per guarire: «Spero che rientri prima della fine del campionato - ha detto Mancini parlando dello svedese -. Se poi sarà anche pronto per giocare questo sarà tutto da verificare. Sta facendo fisioterapia e giorno dopo giorno vedremo come andrà e quando tornerà». L’ipotesi immediata su un suo prematuro saluto al campionato prende sempre più corpo, ma è indubbio che l’ascesa di Balotelli abbia reso le cose più semplici. Neppure l’ipotesi Acquafresca accende Mancini: «È migliorato molto e sta migliorando - ha detto della punta in comproprietà con il Cagliari -. Oltre ad avere qualità tecniche è anche molto intelligente ma è presto per parlarne».
Poi ci sarebbe il tormento Arsene Wenger e la minaccia di chiedere protezione alla Fifa se l’Inter continuerà a tampinare il suo bielorusso Aliaksandr Paulavic Hleb improvvisamente assunto a pezzo pregiato, titolare di contratto fino al 2010 con l’Arsenal e relativa clausola rescissoria di 15 milioni di euro. Significa che versando tale cifra, Hleb si libera senza troppe chiacchiere. Ma eventualmente ci sarebbe suo fratello Vyacheslav, anche lui nazionale, gioca punta nell’MTZ Ripo, è più giovane e viene via con quasi niente. In un mercato dove i parenti sembrano contare più dei titolari magari è una strada per non sentire più gli urli strazianti di Arsene.