Mancini respinge l’attacco di Adriano «Non dice il vero»

«Ha giocato il derby perché mi ha garantito di sentirsi al cento per cento». Tronchetti: «Non ho mai pensato di rilevare l’Inter». E Moratti rassicura il tecnico: «Sù col morale e guardi avanti»

Gian Piero Scevola

Adriano che preferisce Ronaldinho a Roberto Mancini; il tecnico nerazzurro che dà del bugiardo al brasiliano; Massimo Moratti che, secondo As, per la rinascita punta sulla triade Giraudo-Moggi-Capello; l’allenatore juventino che alcune gole profonde nerazzurre dicono si incontrerà lunedì a Milano con Tronchetti Provera; lo stesso Tronchetti che smentisce qualsiasi suo interessamento a rilevare l’Inter: insomma, il tormentone nerazzurro non accenna a placarsi e si arricchisce sempre di qualche fatto nuovo. Ma andiamo per gradi.
Roberto Mancini è stanco di commentare le vicissitudini di casa Inter, non vorrebbe dire nulla sull’ultimo sfogo di Adriano, ma il rospo è troppo grosso da mandare giù e allora la replica arriva secca e decisa: «Mi dispiace molto che abbia detto che l’ho messo in campo nel derby anche se non stava bene, perché le cose non stanno così. Giovedì mattina, dopo l’allenamento gli ho chiesto come stava e lui mi ha risposto che stava bene. A mia volta gli ho detto di stare attento, anche contro i nostri stessi interessi perché, se non fosse stato al massimo e si fosse fatto male nel derby, avrebbe rischiato di mettere a repentaglio anche i Mondiali, ma lui ha continuato a ripetermi che era al 100%. Allora ho rimandato la scelta alla rifinitura nel giorno della partita, lo stesso venerdì, per decidere se fosse dovuto scendere in campo: ho ottenuto le stesse risposte e l’ho fatto giocare».
Adriano smentito pubblicamente, dunque, ma oggi non sarà in campo con la Reggina perché, accompagnato dal dottor Combi, ieri si è recato a Parigi per un controllo medico dovuto al perdurare di un fastidio muscolare alla coscia. Ma i rumors in via Durini non sembrano turbare Mancini e neppure intaccare il suo rapporto con Massimo Moratti: «Non ci siamo parlati in questi giorni. A dire il vero avevo un po’ di vergogna a parlargli dopo aver perso il derby. E poi di mezzo c’era anche la Pasqua e non volevo disturbarlo. Se penso che ci sia qualcosa che bolle in pentola riguardo al futuro della società? Credo di no. Abbiamo iniziato un lavoro e a volte i risultati vengono dopo un po’ di tempo». E su un fantomatico incontro di giovedì tra Moggi e Tronchetti Provera, Mancini ribatte subito: «Penso che il dottor Tronchetti Provera abbia altro di meglio da fare...». Così come immediata è la replica sulle voci della triade Giraudo-Moggi-Capello all’Inter: «Sono voci che circolano sempre tutti gli anni e non sono affatto infastidito. Con Moratti, riguardo al mio futuro, ne abbiamo già parlato». Ma poi in serata Moratti e Mancini si sono incontrati alla festa degli Inter Campus e incoraggianti sono state le parole del patron: «Ne approfitto per dirgli di stare su col morale. C’è ancora voglia di fare e di fare bene, Non perdiamoci su altre cose ma guardiamo al futuro con ottimismo e soprattutto con fiducia in noi stessi».
A dare una mano al Mancio arriva anche la dichiarazione di Marco Tronchetti Provera, presidente della Pirelli che, durante l’Assemblea, a un azionista che aveva fatto riferimento alle voci secondo le quali Massimo Moratti, socio di maggioranza dell’Inter, è in procinto di fare un passo indietro, ha così risposto: «Non ho mai pensato e non ho intenzione di rilevare l’Inter». Contro la Reggina Mancini chiede ai suoi la vittoria, «Non sono deluso della stagione, anche se credo che ormai in queste ultime 4 giornate il campionato non cambierà granchè. Il Milan è in grado di vincere a Messina e noi abbiamo comunque il dovere di fare bene fino alla fine». Contro la Reggina, senza Adriano e Recoba, le punte saranno Cruz e Martins; in difesa si rivede Favalli, mentre il centrocampo sarà affidato alla regia di Pizarro, destinato ad andarsene nel caso sempre più probabile che Veron decida di restare in nerazzurro.