Mancini salva almeno la faccia

da Roma

Raccomandazioni, limitazioni, addirittura la scorta di sessanta steward per i supporter inglesi. Tutto ciò non è bastato a evitare il solito fuori programma prima di Roma-Manchester. Sette tifosi (di cui cinque inglesi) accoltellati, per fortuna in modo lieve – per loro il ricovero in tre ospedali romani -, 12 fermati e tra questi anche un sedicenne, lanci di bottiglie, sedie e tavolini presi dai bar, qualche carica della polizia per disperdere i romanisti che attendevano gli avversari. Dopo gli accoltellamenti, almeno una quarantina di supporter dei Red Devils ha lasciato il resto della tifoseria, che si dirigeva verso lo stadio, andando in cerca di vendetta. Immediata la risposta delle forze dell’ordine facendo ricorso anche alle sirene delle auto. Da qui il fermo di alcuni sostenitori del Manchester (che avevano ancora tra le mani le cinture dei pantaloni per colpire i romanisti), identificati all’interno del posto di polizia dell’Olimpico. La situazione è tornata presto alla normalità. Ora l’Uefa potrebbe aprire un’inchiesta sui fatti accaduti nei pressi dell’Olimpico (c’è il precedente del 4 aprile scorso), ma la Roma non dovrebbe rischiare sanzioni particolari. La partita: si gioca a sprazzi tra due squadre senza grandi motivazioni e con tante riserve in campo (soprattutto nel Manchester). L’1-1 è siglato dal gol di Piquè di testa (due reti su altrettanti incontri di Champions), uno dei più talentuosi fra i giovani di Ferguson, e dal tiro a girare di Mancini che nel primo tempo aveva colpito la parte alta della traversa. Nel finale un palo e una conclusione ravvicinata alle stelle di Vucinic. Per i giallorossi rischio spagnolo negli ottavi (Siviglia, Barcellona o Real), in alternativa Chelsea e Porto.