Mancini: «Sappiamo sempre reagire» Materazzi: «Scudetto? Vietato mollare»

da Milano

Si fa letteratura su cosa Marco Materazzi abbia detto a Zinedine Zidane nella finale di Germania 2006 ma sul futuro dell'Inter il numero 23 nerazzurro non nasconde nulla. «Se i miei compagni non si impegnano fino alla fine, li strozzo tutti. Io voglio questo scudetto. Il 5 maggio mi brucia ancora troppo». Impossibile essere più chiari. La capolista scardina quella che si presenta al Meazza come una delle difese meno battute in A, ferma a nove i risultati utili consecutivi della Fiorentina, non lascia punti in campionato dallo 0-0 di Udine tre mesi fa. E trova nel suo gigante difensivo l'uomo più loquace e diretto. «È difficile segnare a una squadra che si difende in nove ma, come approccio, questa è stata la nostra miglior partita». Sì, i viola sono passati in vantaggio ma di equilibrio, almeno nel primo tempo, se ne è visto poco. E, comunque, su quel gol da calcio piazzato che ha increspato il sorriso di Roberto Mancini («C'era una disposizione da seguire... loro lo sanno», ha detto il tecnico riferendosi ai suoi), Materazzi si giustifica così: «Un compagno mi ha detto che Toni lo avrebbe marcato Adriano».
La reazione nerazzurra ha poi cancellato ogni dubbio mentre proprio il duello Materazzi-Toni ha fatto scintille: ma i due non avevano vinto un mondiale insieme? «Se dovessi mettere i guanti bianchi quando gioco contro qualcuno che è stato mio compagno, non scenderei più in campo. Ho commesso un fallo di reazione su Toni? Quale fallo, se ero a terra?». Insomma, Materazzi incassa e rilancia. Anche quando si deve parlare di una classifica che vede l'Inter in fuga. «Affrontiamo una partita alla volta. Domenica sera giochiamo a Genova con la Sampdoria, stadio bello, grande tifo...».
Una tappa dal sapore speciale per Roberto Mancini, che di Marassi quattro o cinque ricordi deve averli per forza. Ma il tecnico dell'Inter - sulla panchina della Fiorentina fra il 2001 e il 2002 - ha già esorcizzato ieri un pezzo del suo passato. «La partita si è subito messa in senso contrario - ammette Mancini - ma sono felice per come la squadra ha reagito. Il nostro primo tempo è stato straordinario. Adriano si sta allenando bene e può migliorare: tutti i nostri cinque attaccanti possono fare la differenza in modi diversi. In classifica, però, la differenza rispetto a una settimana fa è minima. Le proteste viola sul terzo gol? Per me la palla è entrata di almeno 20 cm. Il nostro segreto? La continuità di lavoro con gli stessi giocatori e credere nelle proprie qualità».
Dal gruppo, in realtà, è in uscita Figo, coperto d'oro dagli emiri, anche se Massimo Moratti corteggia ancora il portoghese. «Ci tengo che resti - ammette il presidente -: se vuole, per lui c'è un altro anno di contratto alle stesse condizioni attuali. Ronaldo? Non sarei felice di vederlo nel Milan». Già, Ronaldo. C'è già chi aspetta il suo duello con Materazzi. «Ma io lo affronterei come tutti. Non guardo in faccia a nessuno», chiude il difensore. Più chiaro di così...