Mancini tenta il miracolo «Non parlo più degli arbitri»

Promessa del tecnico, rimprovero per Vieira sostituito da Stankovic. «Contro il Chievo voglio lo spirito visto a Roma». Dubbio Ibra-Adriano

Claudio De Carli

nostro inviato

ad Appiano Gentile

Nel cuore della conferenza stampa di Roberto Mancini, arriva la domanda trappolone: scusi, ha sentito che quei diavoli del Milan hanno ribadito che in campionato faranno la corsa su di voi?
«E cosa vi aspettavate, che facessero la corsa sulla Reggina?».
Seconda trappola: pare che le penalizzazioni verranno confermate, lei cosa ne pensa?
«Non penso».
Superata indenne la fase calda dell’intervista e del campionato, tipo Fiorentina e Roma, Mancini può ora dedicarsi a Chievo, Cagliari, e Catania, con l’emergenza centrocampo ma in un clima assolutamente più disteso. Manca Patrick Vieira in attesa di conoscere per quante giornate starà fermo, dopo il reclamo della società per le due aggiunte dal giudice sportivo per la sua frase ingiuriosa nei confronti dell’arbitro Rizzoli. Mancini ha solo ammesso di aver chiesto al francese di fare più attenzione, senza sapere che in realtà Patrick deve aver stabilito un record poco ambito, ma pur sempre record: sempre espulso all’esordio di Champions con Arsenal, Juventus e quindi Inter.
Per il resto il Chievo arriva per confermare che le voci di vigilia di campionato sulla squadra erano vere: «Se non lo battiamo - spiega il Mancio -, sarà stata inutile la vittoria dell’Olimpico. Sarà banale, ma la vittoria con il Chievo vale tre punti come quella con la Roma. Vorrei vedere in campo lo stesso spirito dell’Olimpico».
Resta l’emergenza centrocampo e il dubbio relativo a Zlatan Ibrahimovic tornato da Copenaghen dopo la nascita del figlio Maximilian. Lo svedese è rientrato nella mattinata di sabato, ha svolto regolarmente tutto l’allenamento ma è normale che la nascita del figlio in primo luogo e l’aver saltato la seduta di venerdì, non lo diano fra i più probabili: «Decido il giorno della gara - replica Mancini -. Ibrahimovic ha svolto regolarmente tutta la seduta di allenamento, sebbene fosse un po’ stanco. Se non è in condizione di giocare il suo sostituto è Adriano - ha precisato -. Crespo è un giocatore differente. Indispensabile? All’Olimpico è stato bravo». Ma è giusto segnalare che a domanda diretta: farà giocare Ibrahimovic? Mancini ha risposto con il silenzio assoluto.
Inutile girare attorno ai pensieri: se Ibra sta bene gioca, e questo Crespo non si può lasciare fuori.
Il problema del centrocampo dimezzato dalle assenze di Esteban Cambiasso per infortunio e di Patrick Vieira per squalifica, Mancini lo analizza a questo modo: «Stankovic nasce dieci, lui in quel ruolo nella Stella Rossa si è fatto conoscere nel mondo, una mezzapunta o centrocampista d’attacco, ha forza, fa pressing». Dovrebbe essere il vice Vieira al fianco di Dacourt. Mentre su Zanetti spiega: «Nelle sue prime stagioni in Italia ha giocato a metà campo, centrocampista alto o basso ma sempre con grandi prestazioni».
Detto che Mancini ha fatto una specie di fioretto: «Non parlerò più degli arbitri, o almeno cercherò di non farlo», nessun’altra domanda delicata, nessuno a chiedergli del suo futuro all’Inter. E anche queste sono soddisfazioni.