Ma Mancini vuole anche la supercoppa

Di fronte le due squadre che partiranno favorite in campionato. Il tecnico: «Attenti al peso del pronostico»

nostro inviato ad Appiano Gentile
«Iniziamo la stagione con una vittoria, non siamo ancora al 100% della condizione ma è la prima partita ufficiale ed è importante partire bene. Anche se sarà una gara difficile, perchè la Roma è un’ottima squadra». Così Roberto Mancini da Appiano Gentile e da Trigoria gli risponde Luciano Spalletti: «Voglio questa coppa. La Roma si presenta in regola contro un colosso come l’Inter, a livello di preparazione siamo alla pari. E io voglio vincere questa coppa, ci tengo tantissimo. Sono una persona anziana e non ho vinto ancora nulla, sudo e fatico e quando ho davanti a me una possibilità come questa voglio sfruttarla». Peccato che la Supercoppa italiana sia solo una e non si possa dividere perchè, dopo queste roboanti dichiarazioni e scambi di cortesie, chissà come ci resterà male chi dei due non riuscirà ad aggiudicarsela.
Ben venga comunque questa Supercoppa, servirà quanto meno a far parlare di calcio giocato e non di football nelle aule di tribunale. Servirà all’Inter per cercare di allungare la striscia vincente, iniziata un anno fa con la coppa Italia, la Supercoppa in quel di Torino contro la Juve, il bis nella coppetta nostrana e uno scudetto trovato a tavolino in un’afosa giornata di luglio. Servirà alla Roma per cercare la rivincita contro i nerazzurri dopo l’1-1 e l’1-3 dello scorso maggio che ha consegnato il trofeo a Zanetti e C. Servirà anche a consolidare i rapporti di collaborazione che i due club hanno instaurato in questi giorni, con il passaggio di Pizarro in giallorosso e l’opzione (ma non si può dire) nerazzurra su Mancini e De Rossi candidati a raggiungere Milano nella prossima stagione. E ne è ben consapevole Mancini che, dopo la faraonica campagna acquisti voluta da Massimo Moratti, ha ora l’obbligo morale di vincere tutto quello che può passargli tra le mani.
E allora avanti con un appello del Mancio ai tifosi: «Spero che i nostri supporter, invece di rientrare domenica dalle ferie, lo facciano oggi: per noi avere lo stadio pieno e sentire il calore del nostro pubblico sarà importante». Al tecnico nerazzurro non sembra pesare il ruolo di favorito: «Ce ne siamo accorti cosa vuol dire, dopo il Birra Moretti a Napoli; abbiamo capito che qualcosa è cambiato. Ma è anche una cosa normale che capitava anche gli anni scorsi nei quali Juventus, Milan e Inter iniziavano la stagione con i favori del pronostico. Quest’anno la Juve è in B, i rossoneri hanno una piccola penalizzazione, per questo l’Inter diventa la favorita d’obbligo. Ma poi nel calcio nulla è scontato, questo è il bello».
Mancini non polemizza con le dichiarazioni pepate («Inter squadra fortissima, basterà metterla bene in campo») di Pizarro: «È un grande giocatore, gli voglio bene come se fosse un fratello minore. Non credo abbia detto certe cose e poi ci saranno state delle forzature. Lui voleva giocare sempre non essendo più un ragazzino e l’abbiamo accontentato, anche se abbiamo rinforzato una diretta concorrente». Inevitabile un commento sui nuovi: «Abbiamo fatto una bella campagna acquisti e ora abbiamo finito, la rosa è definitiva. Mi spiace solo per Martins che se n’è andato, senza di lui perdiamo qualcosa. Camoranesi? È pur sempre un campione del mondo, ma in quel ruolo siamo coperti. Bene Maicon e Ibrahimovic, ancora un po’ indietro rispetto ad Adriano. Scambio Ronaldo-Adriano? Non mi risulta, comunque Ronie è uno dei migliori attaccanti in circolazione. Se mi mancheranno i battibecchi con Moggi? No comment».