Mancino: "Dico no al Csm diviso in due Giusto difendere il lodo per le alte cariche"

Il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura: auspico che non abbia seguito il progetto di istituire due
Csm, uno per i magistrati giudicanti e l'altro per gli inquirenti. Poi dice: la sospensione dei processi è un provvedimento giusto. Alfano "soddisfatto" per la difesa del lodo

Roma - Il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Nicola Mancino, auspica che non abbia seguito il progetto di istituire due Csm, uno per i magistrati giudicanti e l'altro per gli inquirenti, e aggiunge che anche il ministro della giustizia, Angelino Alfano, avrebbe intenzione di "accantonare" l'ipotesi della divisione delle carriere per privilegiare una "divisione più netta delle funzioni". Dividendo in due il Csm, ha spiegato nel corso di "In 1/2 ora", "si abolisce la terzietà" dell'organo: "Non condivido la divisione del Csm in base al fatto che un magistrato sia giudicante o inquirente. Il Csm - ha detto Mancino - dovrebbe essere un organo unico di rappresentanza di tutta la magistratura".

"Il problema della separazione delle carriere - ha proseguito - è un punto di contrasto tra culture giuridiche diverse. Il ministro Alfano è persona che stimo ed è venuto al Csm e ha detto che è un problema che poteva accantonare, lavorando invece su una divisione più netta delle funzioni". "Mi auguro che il progetto - ha aggiunto riferendosi all' ipotesi dei due Csm - non venga presentato, anche perché abbiamo il privilegio di avere per presidente il capo dello Stato nella sua imparzialità".

"Lodo, giusto avere una via d'uscita" Il vicepresidente del Csm Nicola Mancino non si esprime sulla vicenda dell'invio degli atti da parte dei giudici di Milano del processo Mills per chiedere alla Consulta il giudizio di costituzionalità sul 'lodo' Alfano. Ma, secondo Mancino, per i processi a carico delle prime quattro cariche dello Stato "é giusto avere una via di uscita". "Se Berlusconi ha vinto le elezioni e si presenta al Parlamento chiedendo 'debbo governare o occuparmi dei processi?', quella sospensione è un provvedimento giusto". 

Alfano "soddisfatto" Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, si dice "molto soddisfatto" di quanto dichiarato dal vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, in merito alla necessità di una legge che sospenda i processi al premier e alle più alte cariche dello Stato. "Le parole del presidente Mancino - afferma il Guardasigilli, interpellato dall'Ansa - sono testimonianza della sua correttezza istituzionale nonché della condivisione di merito sulla bontà dell'iniziativa legislativa che serve ad assicurare il sereno svolgimento delle funzioni delle più alte cariche dello Stato".