Mancino: "Per ora da Potenza nessun trasferimento". I magistrati si difendono

Tensione tra i giudici di Vallettopoli. Il procuratore generale Tufano: "Da questa stanza non è mai uscito nulla, ma solo su questa stanza posso mettere le mani sul fuoco". Il ministro della Giustizia Mastella: "Attendo le conclusioni degli ispettori. Non parlerei di complotto, forse c'è stata una manina..."

Roma – "Allo stato non si trasferisce nessuno", ha detto il vice presidente del Csm, Nicola Mancino, parlando dell'inchiesta sulle toghe lucane. "Non siamo al termine dell'istruttoria, ma solo all'inizio. La prima commissione sta facendo le audizioni - ha spiegato Mancino - vediamo cosa emerge, quali sono i rapporti all'interno dello stesso ufficio e tra i diversi uffici giudiziari. Quel che si può dire fin da ora è che l'armonia non regna in Basilicata".

Intanto a Potenza non si placano le polemiche.“Da questa stanza non è mai uscito nulla, ma solo su questa stanza posso mettere le mani sul fuoco”: lo ha riferito il procuratore generale presso la Corte di Appello di Potenza, Vincenzo Tufano, riferendosi alle ipotesi di fughe di notizie nell'inchiesta su foto e ricatti ai vip. “I giornalisti dovrebbero chiedersi - ha aggiunto Tufano, riferendosi a frasi che gli sono state attribuite sui giornali in relazione alla sua audizione al Csm - se questo materiale lo hanno ricevuto già sbobinato o addirittura hanno avuto l'audio. “Stanno battendo a macchina il fax che sto facendo al vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, e al presidente della Prima Commissione: gli dirò che ho letto questo articolo - ha spiegato Tufano, riferendosi a quanto pubblicato dal “Giornale” - che per quanto mi riguarda ho mantenuto il segreto e che tocca a loro verificare chi l'ha violato. A Mancino chiederò di esaminare tutti i profili, compreso quello penale. L'audizione doveva essere secretata ma evidentemente non lo è stata”. Rispondendo ad una domanda dei giornalisti sul rapporto con pm e gip nella vicenda “vallettopoli”, Tufano ha detto: “Io non parlo e non mi consulto con nessuno, io lavoro solamente. Questa è la prima volta - ha aggiunto il procuratore generale - che faccio una conferenza stampa, ma alla luce di tutta questa vicenda mi vedo costretto a chiarire che per quanto mi riguarda sono una persona seria e un articolo così non sarebbe mai uscito”. A chi gli domandava se la procura di Potenza sia a questo punto spaccata, Tufano ha risposto: “Non c'è stata privacy sulla mia audizione al Csm. Io non ho mai avuto contatti con i giornalisti e questa cosa è di una gravità straordinaria, anche perché - ha concluso Tufano - se si va a vedere dove è avvenuta la violazione c'è materia per i vostri servizi”. Il pm Vincenzo Montemurro ha ribadito che non vi sono state fughe di notizie: “A me risulta solo che i verbali sono secretati: è una battuta che rappresenta tutta la mia serenità e l'attesa di un contraddittorio laddove le dichiarazioni fossero confermate. È vero, comunque, che le stesse dichiarazioni appaiono virgolettate. Sono dichiarazioni - ha aggiunto Montemurro - che appartengono alla storia del nostro ufficio, sulla quale gli organi competenti erano già stati informati e chiamati a pronunciarsi. Attendiamo le pronunce, attendiamo di essere sentiti con serenità”. Rispondendo a una domanda dei giornalisti che gli chiedevano se fosse amareggiato, il pm ha detto di esserlo “più che altro per il modo in cui apprendiamo queste notizie. E le apprendiamo nel momento in cui gli ispettori del ministero di Giustizia sono a Potenza per verificare se i magistrati dell'ufficio di Procura si macchiano di fughe di notizie eventualmente censurabili davanti al Csm. Normalmente - ha aggiunto - un principio di civiltà giuridica imporrebbe il contraddittorio prima della diffusione di determinate notizie. Forse - ha concluso il pm - qualcosa da rimproverarmi ce l'ho, ovvero di aver sempre lavorato senza guardare in faccia a nessuno”.

Mastella: “C’è qualche manina che accompagna” È esagerato parlare di complotto nel caso Sircana, ma certamente si tratta di una dinamica singolare, fa pensare che “c'è qualche manina che accompagna”. Non usa giri di parole il ministro della Giustizia Clemente Mastella affrontando il delicato tema di “Vallettopoli”, finito ormai sullo sfondo dopo l’irrompere sulla scena delle foto di Silvio Siriana. “Ho sempre difeso la posizione di Sircana - chiarisce Mastella -. Ciò che mi lascia singolarmente stupefatto è la dinamica: normalmente, un fotografo che vede un politico con una donna diversa dalla moglie, ha già il suo scoop e si ferma là. Se continuano a seguirlo, significa evidentemente che c'è qualcuno che ha dato indicazioni precise. È questa la cosa che più mi insospettisce: se mi seguono dopo, vuol dire che c'è una qualche manina che accompagna...”. A proposito della pubblicazione delle intercettazioni Mastella rivendica il suo intervento, maio approvato: “Il mio ddl non mette la museruola all'attività investigativa, rispetta la privacy del cittadino, non è un bavaglio alla libertà di stampa, ma evita anche le mortificazioni per una serie di persone che sono fuori dalle vicende giudiziarie. Una giustizia in cui ricattati e ricattatori sono sullo stesso piano ha bisogno di essere modificata”. Mastella anticipa che nei prossimi giorni saranno sul suo tavolo le conclusioni dell'ispezione disposta negli uffici giudiziari di Potenza. “Gli ispettori - spiega - sono a Potenza per tantissime ragioni, le conclusioni arriveranno nei prossimi giorni”. La ragione prevalente della loro indagine è legata all'inchiesta del pm di Catanzaro De Magistris che coinvolge alcuni magistrati lucani, poi dal momento che si trovavano lì ed erano emersi altri aspetti legati alla privacy.