Mandato-bis a Roberto Snaidero

Protocollo di intesa tra cinque Regioni e il mondo produttivo per avviare in Italia il rilancio del pioppo nell'ottica della nuova strategia ambientale Ue. Per un Paese che nell'industria della trasformazione del legno in pannelli, mobili e arredamenti ha uno dei suoi punti di forza nel mercato mondiale, la produzione di legno di pioppo ha un ruolo vitale. L'accordo è stato sottoscritto ieri a Venezia da Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Piemonte.
Il protocollo, firmato da FederlegnoArredo, Coldiretti, Confederazione italiana agricoltori, Confagricoltura, Associazione pioppicoltori italiani, Cra-Istituto per la pioppicoltura e Assocarta, è finalizzato all'aumento delle superfici coltivate in chiave economico-ambientale. Il fabbisogno per le diverse produzioni (compensati, pannelli, pasta di cellulosa) è doppio rispetto alla produzione. Inoltre, dal 2000 al 2010, la pioppicoltura si è dimezzata (-53%). Ma c'è anche il risvolto ambientale: la piantagione di pioppo è infatti tra i sistemi agro-forestali più efficaci per l'assorbimento di gas serra. «Vogliamo tornare a utilizzare le golene come luogo di coltivazione del pioppo, soprattutto per assicurare un più efficiente deflusso idrico in caso di piena dei fiumi», ha sottolineato l'assessore lombardo all'Agricoltura, Gianni Fava. Soddisfatto Paolo Fantoni, presidente di Assopannelli: «Sono state coinvolte cinque regioni cruciali per riaffermare un primato culturale e di prodotto con azioni concrete. Pur con un patrimonio forestale di circa 11 milioni di ettari (il 36,2% della superficie nazionale) il nostro Paese in Europa è quello con il più basso grado di autosufficienza nell'approvvigionamento di materia prima».