«Mandiamo i teppisti a zappare nei giardini»

Permessi, passaporti e nullaosta: diminuiti drasticamente i tempi di consegna

Un lungo e commosso applauso ha sottolineato, a fine cerimonia, le parole del questore quando ha parlato degli encomi che non possiamo dare. «Andrebbero a due ragazze che dopo aver denunciato i loro stupratori, per giorni hanno praticamente vissuto in questura per aiutarci a identificarli. E ora sono qui, a testimoniare il loro affetto per noi».
Una sorta di «fuori programma» che sottolinea comunque la sensibilità di Paolo Scarpis per le cosiddette «fasce deboli»: donne, giovani sbandati e anziani, nel mirino di spregiudicati malfattori «Per i quali ci vorrebbero leggi speciali».
È insomma un discorso a tutto campo, e con attente riflessioni sociologiche, affrontato durante la commemorazione dei 154 anni dalla fondazione della polizia. Scarpis ne approfitta per delineare la situazione in città. Evitando facili cifre. «Sapete che non le amo».
Violenze sessuali. Un reato odioso che comunque non appare in aumento, se mai crescono le denunce di donne sempre più consapevoli dei loro diritti. Come due ragazze vittime del branco. «Hanno avuto fiducia nella polizia e hanno denunciato i loro aggressori. Poi hanno vissuto nei nostri uffici, a fianco degli investigatori per aiutarli nelle indagini. Una ragazza in particolare usciva solo per gli esami di maturità. E oggi sono qui a testimoniare il loro affetto, sedute in sala». Anche se, ovviamente, non ha potuto indicarle.
Anziani. Un altro reato ripugnate è quello commesso da quegli squallidi individui che presentandosi come amici, impiegati di Enti pubblici o poliziotti, colpiscono anziani soli per spogliarli dei loro averi. «Bisogna inasprire le pene per i reati contro gli anziani» commenta il questore. Ma nel frattempo l’impegno delle forze dell’ordine ha portato quasi a dimezzare le denunce negli ultimi anni: dalle 600 del 2003 alle 357 dell’anno scorso.
Disagio giovanile. L’incidenza della criminalità giovanile rispetto quella adulta è del tre per cento, dunque un fenomeno ancora numericamente poco significativo. Scarpis tuttavia auspica azioni sociali a contrasto dell’emarginazione, in particolare a sostegno dei figli di immigrati, nel milanese ormai oltre l’11 per cento della popolazione scolastica, per evitare che vadano a cercare un’identità perduta all’interno delle «bande». Il questore ha comunque invitato tutti alla vigilanza per ogni comportamento volgare o vandalico. «Se qualcuno assistete a questi comportamenti chiami il 113». Scarpis indica anche la pena per i vandali: «Vadano a fare i giardinieri, interrare bulbi, reintegrare zolle».
Violenza politica. «Ma che politica! Solo teppisti, delinquenti, la politica non c’entra nulla» ha ripetuto ancora una volta il responsabile della sicurezza milanese, che ricorda gli scontri dell’11 in corso Buenos Aires. Dove solo per caso non ci sono state vittime civili, anche se molti agenti sono rimasti feriti.
Attività amministrativa. Drasticamente diminuiti i tempi per la consegna dei permessi di soggiorno, passaporti e nullaosta. Anche se l’introduzione del passaporto digitale per entrare negli Stati Uniti, ha messo in difficoltà gli uffici milanesi, gli unici nell’intero nord Italia, in grado di produrre documenti a lettura ottica.
Sicurezza percepita. «Sono stanco di sentir parlare della “sensazione di insicurezza” che serpeggerebbe tra i cittadini convinti di abitare in una giungla d’asfalto. Milano è una metropoli e nessuna metropoli è un paradiso terrestre, da paragonare a qualche villaggio del centro Italia. Ma i livelli di criminalità sono nei limiti fisiologici e noi, insieme con carabinieri, Guardia di finanza e polizie locali, stiamo lavorando, affinché Milano, una città che io amo profondamente e dove ho svolto la maggior parte della mia carriera, diventi sempre più vivibile».