Manet, Burri, Evans: le grandi mostre dell’autunno romano

Anna Frangione

La stagione autunnale delle grandi mostre si fa attendere. Ma sarà un ricco carnet di appuntamenti, promossi dal Comune, che si snoderanno nei diversi spazi espositivi della città. Il Complesso del Vittoriano con i capolavori di Edouard Manet, le Scuderie del Quirinale con la plastica, il vinavil e il bianco di zinco sulle tele di Alberto Burri e il chiostro del Bramante con Federico Zandomeneghi, esponente italiano del movimento impressionista, per cominciare. E chi ha voglia dei misteri e delle atmosfere della città archeologica non ha da aspettare molto. Dal 15 settembre i Mercati di Traiano ospiteranno la mostra internazionale «Immaginare Roma antica». Sarà in contemporanea con la Notte Bianca, poi, l’installazione moderna di Tony Gragg al Foro di Cesare. La Roma pagana in continua evoluzione di Pier Paolo Pasolini sarà evocata al Museo di Roma in Trastevere con la mostra «Pasolini e Roma. Margini e confini». Il 5 ottobre andrà in scena al Museo di Roma l’arte visuale del fotogiornalista Walter Evans: settanta immagini/documenti degli Stati Uniti rurali tra il 1935 e il 1937.
La Personale di Edouard Manet al Vittoriano. L’impressionismo di Edouard Manet sarà protagonista al Vittoriano, dal 7 ottobre al 5 febbraio 2006. L’artista parigino è una figura di riferimento per il movimento artistico, pur non avendovi aderito ufficialmente. In esposizione opere grafiche e olii, in prestito dai musei statunitensi e dall’America Latina. La musa ispiratrice di Manet, la compagna Susanne Leenhoff, che poi sposò nel 1863, fu la modella de «La ninfa sorpresa» del 1861 che arriva per l’occasione dal Museo Nacional de Bellas Artes di Buenos Aires. Si potrà ammirare poi la tela intitolata «Giovane Donna con Cappello tondo» (1879), grazie alla concessione del Princeton University Art Museum e la Rose Pearlman Foundation.
Alberto Burri e altri artisti: ricerche sulla materia. In un altro spazio d’eccezione, le Scuderie del Quirinale, si snoderà il percorso espositivo delle opere di Alberto Burri e di altri artisti come Jackson Pollock, Lucio Fontana, Robert Rauschenberg, che hanno rivoluzionato le tecniche espressive a comiciare dagli anni Cinquanta. Legno, ferro, vinile, combustioni e plastiche invadono lo spazio della tela. Una sezione della mostra «Alberto Burri. Gli artisti e la materia dal dopoguerra ad oggi» sarà dedicata agli italiani, tra cui Manzoni, Colla e Ceroli, che seguendo la ricerca artistica di Burri hanno introdotto materiali extrapittorici nelle loro opere.
Zandomeneghi, impressionista veneziano. Federico Zandomeneghi è il terzo degli «Italiens de Paris» con Boldini e De Nittis, artisti che si inserirono nell’ambiente artistico parigino e parteciparono alle esposizioni impressioniste. La retrospettiva dedicata al pittore veneziano partirà il 5 novembre per concludersi il 12 marzo. Un percorso di 110 dipinti, pastelli e 30 disegni: insieme alle opere del veneziano, quelle dei maestri francesi Monet, Renoir e Degas. Proprio con quest’ultimo, Zandomeneghi aveva intrecciato un rapporto di amicizia e affinità artistica.
L’archeologia virtuale ai Mercati di Traiano e l’istallazione di Tony Cragg. I luoghi della vita pubblica del passato rivivono grazie a due grandi teatri virtuali ai Mercati di Traiano, dal 15 settembre al 15 novembre. Monumenti e percorsi archeologici saranno riprodotti con le nuove tecnologie di simulazione. La mostra internazionale «Immaginare Roma antica» anticiperà l’apertura di un altro grande spazio museale dedicato alla città archeologica: il museo dei Fori imperiali che sarà terminato entro il 2006. Tra la fine dell’anno e i primi mesi del 2006 sarà invece inuagurata la sala espositiva dei Musei capitolini, il Giardino romano che ospiterà l’originale del Marco Aurelio. E durante la Notte Bianca sarà possibile lasciarsi sorprendere dalla installazione dell’inglese Tony Cragg al Foro di Cesare, dal contrasto del moderno accanto all’antico.
La Roma di Pasolini in mostra a Trastevere. A trent’anni dalla sua scomparsa, il Museo di Roma in Trastevere dedica da metà ottobre a gennaio 2006 un mostra all’artista e intellettuale legato all’anima popolare della città: «Pasolini e Roma. Margini e confini». Fotografie, filmati, dattiloscritti originali cercheranno di svelare il significato di quello che Pasolini chiamò «la mutazione antropologica» della città, fino ai terribili anni di piombo.
Il fotogiornalista Walter Evans documenta la provincia depressa. Immagini della miseria e della depressione statunitense dopo la crisi di Wall Street, scattate da Walter Evans. Il fotogiornalista viaggiò per tre anni nel sud e nel centro del Paese per la Farm Security Administration, l’organismo governativo voluto dal presidente Roosevelt per documentare le aree rurali. Settanta fotografie esposte dal 5 ottobre all’8 gennaio 2006 al Museo di Roma di Palazzo Braschi.