Manette ai banditi della villa

Riccardo Re

Due giovani albanesi sospettati di essere gli autori della rapina nella villa sulle alture di Chiavari, sono stati fermati a Pieve Albignola, in Lomellina. Il provvedimento di fermo riporta l’accusa di «rapina aggravata in concorso» nei confronti dei due giovani banditi, sprovvisti per giunta di un regolare permesso di soggiorno. I carabinieri li hanno arrestati nella località lombarda dove di fatto risiedono, intorno alle 20 di mercoledì, dopo un breve inseguimento, ma la notizia è stata diramata soltanto nel pomeriggio di ieri. I due viaggiavano tranquillamente a bordo di una Golf grigia - la stessa che era stata vista aggirarsi nei pressi della villa poco prima della rapina - quando sono stati intercettati dai militari. I giovani non sapevano che i carabinieri della compagnia di Voghera che sono intervenuti, erano infatti già da alcuni giorni sulle loro tracce. Troppi gli errori commessi dai due rapinatori e diversi gli indizi che erano già nelle mani degli inquirenti che sembrerebbero inchiodare la coppia di slavi. Errori determinanti come le numerose tracce di scarponcini ritrovate nei pressi della villa di Ri Alto e altri errori grossolani. Sembrerebbe infatti che i due rapinatori non volessero rapinare la villa del malcapitato novantaseinne ma bensì quella di un suo più noto vicino di casa.
Stando alla ricostruzione degli inquirenti i giovani volevano entrare nella villa del cantautore genovese Ivano Fossati. Diversi elementi confermerebbero che la coppia di stranieri avrebbe sbagliato strada. Questa pista sembrerebbe confermata dalle testimonianze delle vittime dell'agguato (oltre all'anziano imprenditore anche la figlia e la nipote con il marito). I due giovani sembravano infatti avere notizie dettagliate su una casa che non corrispondeva a quella in cui erano entrati. Molti errori, che a quanto pare avrebbero risparmiato lo schivo cantautore ma che, fortunatamente, avrebbero permesso agli inquirenti di interrompere questi blitz del terrore. La villa rivieresca non è stata infatti l’unica ad avere ricevuto la visita dei due albanesi. Secondo gli inquirenti, la coppia sarebbe responsabile anche di un colpo risalente allo scorso 5 marzo, quando a passare dei brutti momenti fu un avvocato 71enne, proprietario di una villa a Pieve Del Cairo, nel Pavese. Due incursioni in cui la banda è riuscita a raccimolare una refurtiva del valore di circa 150 mila euro (oltre 100 mila solo nella villa ligure) che ora si spera di poter almeno in parte recuperare.