Manette ai pusher dei vicoli

(...) Ma il Galateo di Tursi c’è, perbacco, e prevede tutta una serie di divieti e sanzioni a cittadini e turisti da far paura anche agli stinchi di santo. A cominciare da quei tifosi, che se non sono stinchi di santo, in compenso ambiscono a santificare la festa pagana a modo loro: sporcandosi in gioiosa promiscuità nelle acque non potabili della fontana. Se in quel momento, a lavacro in corso (probabilmente, uno dei pochi effettuati volontariamente nel corso dell’anno), arrivasse il vigile, dovrebbe elevare regolare contravvenzione in quanto il Galateo voluto dal Comune indica chiaramente il divieto per chiunque «si immerga nelle vasche o fontane o se ne serva per lavarsi o lavare oggetti», compresi, par di capire, drappi multicolori, cuscini, cappellini e bandiere con i colori dell’amata compagine pedatoria, o anche corpi immondi (in senso letterale, non solo etico).
Le disposizioni, ovviamente, non si fermano qui. C’è, ad esempio, nel Galateo comunale la norma che colpisce inesorabilmente chi «batte o spazzola panni o tappeti fuori orario». E qui sfido chiunque a ricordarsi qual è l’orario. Ve lo dico io, perché ce l’ho scritto davanti: dalle 8 alle 9 e 30. Ora siete pronti ad ammettere che, insomma, vi è capitato qualche volta, ma non ci avete pensato, è stato un caso, «e poi non c’era nessuno che passava sotto la finestra, se non quell’antipatico del primo piano che, se potessi, gli tirerei addosso anche la cucina»? Per farla breve: se si accorgono che sbriciolate la tovaglia all’esterno, fanno da 25 a 500 euro, «pmr»: 50.
E sono altrettanto sicuro che non mi sapete dare la risposta giusta all’altro quesito: cosa si becca quello che «innaffia giardini, piante o fiori provocando stillicidio»? Forza, indovinate: da 25 a 500 euro, «pmr»: 50. Trema di più (si fa così per dire, naturalmente) «il proprietario, o amministratore di immobile, che non rimuove le formazioni di ghiaccio nel porticato lungo la facciata e i lati dell’edificio e delle sue dipendenze». Ogni stalattite polare o antartica non rimossa vale, anzi costa, fino a 103 euro, «pmr»: 34 euro e 33 centesimi. Munirsi di spiccioli. Sempre che ci sia un vigile nei paraggi.
E che dire poi della scure sanzionatoria che colpisce (colpirebbe) chi «soddisfa i bisogni naturali fuori dalle latrine o dagli orinatoi»? La pipì, insomma. E pazienza se i Vespasiani elettronici e superaccessoriati (i cessi dove è rimasto prigioniero un assessore comunale, il giorno dell’inaugurazione) non funzionano dai tempi delle Colombiane, cioè da quando li hanno installati a suon di decine di milioni! Nulla sfugge al Grande Fratello-Galateo. Così, multa anche alle vittime dei bisogni corporali. Neanche a dirlo, da 25 a 500 euro, eccetera, eccetera, ormai lo sapete. Analoga severità a carico della «performance dell’Artista di strada che dura oltre un’ora, o fuori orario, o con utilizzo di strumenti amplificatori del suono non autorizzati o in modo irregolare». Multato (cioè, multabile) anche chi «sporca o danneggia in qualsiasi modo i pubblici monumenti». Che si riferisca ai graffitari? Ma cosa andate a pensare? Loro sono artisti veri, guai a chi li tocca.
Piuttosto, fa specie la pervicacia sanzionatoria - quella sì, già ampiamente verificata - a carico dei temerari che «conducono cani di razze non pericolose, né di indole mordace senza guinzaglio»: da 17 a 103 euro, «pmr»: 34.
Grosso modo come al criminale della porta accanto. No, forse quello, con un buon avvocato, se la cava con molto meno. Qualunquismo? No, criminale qualunque.