In manette la banda che svaligiava appartamenti

Quattro nomadi di etnia sinti, indiziati di furti in abitazioni di imprenditori e professionisti nelle province di Milano, Como e Varese, sono stati fermati dai carabinieri del nucleo investigativo di Genova, che hanno recuperato gioielli ed orologi di pregio (Rolex, Cartier, Panerai) per un valore di centomila euro. Per individuare le vittime e pedinarle senza suscitare sospetti i nomadi usavano auto di lusso, come Porsche, Jaguar e Bmw.
Si appostavano all’uscita di teatri o di grosse aziende, nei migliori quartieri dei comuni lombardi. Appena la vittima predestinata saliva a bordo della sua vettura, erano pronti ad annotare i numeri di targa da cui poi risalivano al luogo di residenza tramite certificazione Aci.
Una volta studiate le abitudini delle facoltose vittime (imprenditori, commercianti e professionisti), i ladri agivano in pieno giorno e rubavano gioielli, orologi di pregio e pietre preziose. Poi rivendevano la refurtiva a Genova, ma anche a Milano e Torino. In particolare, i carabinieri, in collaborazione con i colleghi di Vimercate, hanno fermato Mirjana Nikolovska, macedone di 46 anni, Zoran Bentivoglio, 20 anni nato a Torino, Luca Radosavljevic, 30 anni, e Bruno Bentivoglio, 44 anni già detenuto nel carcere di Marassi per altri reati.
Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dal pm Alberto Lari, Radosavljevic era a capo della banda composta da Zoran Bentivoglio e altri nomadi in corso di identificazione, mentre gli altri due si occupavano di nascondere la refurtiva e contattare i ricettatori. Gli investigatori contestano al gruppo almeno tre colpi, avvenuti nei comuni di Busnago (Milano), Bulgarograsso (Como) e Gallarate (Varese) per un bottino totale di oltre 400 mila euro. Nel corso delle perquisizioni nei campi nomadi di Mezzago e Grezzago, sono stati rinvenuti altri gioielli e orologi preziosi rubati in altri colpi (per un valore di 100 mila euro). I nomadi, al momento dell’arrivo dei carabinieri hanno cercato di disfarsi di parte della refurtiva, bruciandola in un braciere.