Manette al boss della 'ndrangheta Giuseppe Nirta

L'uomo, capo dell'omonimo clan, viveva nascosto in un bunker, a San Luca (Reggio Calabria). Stava per essere inserito nella lista dei 30 ricercati più pericolosi

San Luca (Reggio Calabria) - Giuseppe Nirta, 68 anni, capo dell’omonimo clan, da tempo latitante, è stato arrestato dai carabinieri a San Luca, nel bunker costruito all’interno della casa di un parente. L’arresto è stato eseguito dai militari del gruppo di Locri. Nirta stava per essere inserito nell’elenco dei 30 latitanti più pericolosi ed era già nella lista dei 100.

I complimenti ai carabinieri Nel momento dell’arresto l'uomo si è complimentato con i militari. Nirta era ricercato nell’ambito dell’operazione "Fehida" relativa alla faida esplosa nell’agosto dello scorso anno contro i Nirta-Strangio ed i Pelle Vottari. L’operazione fu disposta dalla Dda di Reggio Calabria dopo la strage di Duisburg in cui, il giorno di Ferragosto dello scorso anno, furono uccise sei persone tutte presunte appartenenti alla cosca Pelle-Vottari.

Le accuse Il latitante arrestato è il padre di Giovanni Luca Nirta, marito di Maria Strangio, la donna uccisa a San Luca il giorno di Natale del 2006. Giuseppe Nirta è accusato di associazione mafiosa e dell’omicidio di Bruno Pizzata, di 59 anni, ucciso il 4 gennaio del 2007 a San Luca.

Come nacque la faida La sanguinosa faida tra i Nirta-Strangio e i Pelle-Vottari iniziò nel 1991 a causa di un banale lancio di uova tra un gruppo di giovani del luogo. Episodio che il 14 febbraio del 1991 provocò l’uccisione di due persone ed il ferimento di altre due. Col passare del tempo lo scontro tra i Nirta-Strangio ed i Pelle-Vottari è stato incentrato sulla gestione degli interessi criminali legati al traffico della droga ed all’infiltrazione negli appalti pubblici.

Natale di sangue Dopo un lungo periodo di stasi, la faida di San Luca si riaccese con l’assassinio, il giorno di Natale del 2007, di Maria Strangio cui fece seguito, il 4 gennaio del 2007, l’omicidio di Bruno Pizzata, esecutore materiale del quale sarebbe stato proprio Giuseppe Strangio.

La strage di Duisburg Il giorno di Ferragosto dello scorso anno la faida ha registrato il suo culmine con la strage di Duisburg in cui furono uccise sei persone presunte appartenenti alla cosca Pelle-Vottari, tra cui un ragazzo di 16 anni, Francesco Giorgi.