In manette il boss romeno di Ponte Marconi

Riduzione in schiavitù, tentata violenza sessuale, estorsione e ricettazione. Per Luta F., 33 enne romeno, noto come «Leonardo», sono scattate ieri le manette. A trarlo in arresto gli agenti del nucleo investigativo dell’VIII gruppo della polizia municipale. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per resistenza e violenza a pubblico ufficiale, estorsione e appropriazione indebita, viveva nel campo nomadi spontaneo sorto sul lungotevere Dante, nei pressi del ponte Marconi. A lui gli uomini della polizia municipale sono arrivati grazie alla denuncia di 17 persone, anch’esse romene, che vivono nel campo nomadi. Tra queste anche la convivente, costretta a subire violenze sessuali, percosse e minacce se non sottostava ai suoi continui ricatti. La donna era costretta tutte le mattine ad andare a chiedere l’elemosina, a consegnare al 33enne tutto il denaro che guadagnava, a badare alle faccende di casa e a continue prestazioni sessuali. Se non accettava, l’uomo la minacciava di dare fuoco alla baracca dove la donna viveva con la figlia di 3 anni. Dagli altri abitanti del campo l’uomo pretendeva una somma di denaro, che variava dai 200 ai 500 euro, per continuare a vivere nell’insediamento. Una sorta di affitto che si vedevano costretti a pagare gli uomini mentre dalle donne lo straniero pretendeva prestazioni sessuali. Ieri gli agenti hanno arrestato il 33enne che è stato trovato in possesso di un furgone Nissan risultato rubato.
«Chiediamo l’immediato sgombero di tutta l’area limitrofa a viale Marconi da tempo divenuta insediamento dei rom - afferma in una nota il capogruppo di An in Provincia, Piergiorgio Benvenuti - con le conseguenze ben note agli abitanti della zona. Risulta ormai evidente che la presenza di baracche non può più essere considerata come la sola manifestazione di una emergenza abitativa. Si sa bene infatti, e le forze dell’ordine ne sono al corrente, che nelle baraccopoli della città si nasconde un pericoloso mercato che controlla il settore della prostituzione e quello della droga».
Plaude all’arresto dell’aguzzino romeno il sindaco Veltroni. «Ai vigili urbani - dice - va il mio ringraziamento per un intervento che conferma l’attenzione degli agenti per contrastare qualunque forma di illegalità e garantire sicurezza ai cittadini».