"Manette a chi espone simboli Br. E ora chiudiamo i centri sociali"

Milano - Le dichiarazioni indignate non bastano più. Ai vertici dell’Unione, il centrodestra adesso chiede atti concreti. Non sono andati giù gli insulti al sindaco di Milano Letizia Moratti, tantomeno striscioni, scritte sui muri e slogan di «solidarietà ai compagni» brigatisti. Il più duro ieri è stato Andrea Ronchi il portavoce di An, uno che pure stima il ministro dell’Interno Giuliano Amato e mai ne ha fatto mistero: «Sono felice che abbia espresso la sua condanna, ma adesso urgono fatti: chiedo la chiusura immediata dei centri sociali violenti, e l’identificazione ai fini dell’arresto di chi espone il simbolo Br». Solidarietà al sindaco Moratti ieri è arrivata dall’intero centrodestra. Se per il vice coordinatore di Forza Italia Fabrizio Cicchitto «i fischi sono la testimonianza che c’è ancora chi ritiene che il 25 aprile sia una sorta di proprietà privata», il leghista Roberto Calderoli chiede una presa di distanze reale: «Evidentemente il fascismo rosso e la sua intolleranza sono più duri a morire dei regimi totalitari. E la sinistra, che fino a ieri usava questi poveri dementi contro gli avversari, oggi ne diventa anch’essa bersaglio: prendano le distanze e condannino, non solo sulla carta ma anche nei fatti, questa teppaglia, pur sapendo di rimetterci i voti». Ma ieri il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni ha minimizzato: «Qualche isolato fischio è fisiologico. I valori della Resistenza sono quelli dell'unità».