«Manette a chi porta coltelli in tasca»

Roma come Londra, dove le risse coi coltelli tra teeenager sono all’ordine del giorno. Ormai anche nella capitale notizie che raccontano di lame «sfoderate» con troppa divinvoltura riempono quotidianamente le pagine di cronaca. Tragedie sfiorate per un soffio, talvolta, come sabato pomeriggio, quando due gruppi di adolescenti della «Roma bene» si sono fronteggiati in via del Corso birre in mano e coltello in tasca. Epiloghi drammatici, tante altre volte, come quello del 16 aprile, che ha visto un automobilista di 45 anni morire ammazzato per un parcheggio conteso. E poi ancora, soltanto poco più indietro nel tempo, il 5 aprile, un ragazzo di 17 anni viene arrestato perché ritenuto responsabile del ferimento di un diciannovenne davanti a un locale di Testaccio. Il 29 marzo altra tragedia: un giovane di 31 anni muore al culmine di una rissa all’Ostiense per qualche frase di troppo rivolta ad una cubista.
Di risse, a Roma, si muore. E non più soltanto nei pressi dello stadio, prima o dopo una partita calda. Il fenomeno dilaga, nelle zone della movida, nel centro della città. Soprattutto tra gli adolescenti, che ricorrono ai coltelli con una facilità preoccupante. Tanto da spingere il capo della Mobile Vittorio Rizzi a lanciare un appello a chi con i ragazzi ha a che fare ogni giorno: «Bisogna porre l’attenzione sull’uso frequente di coltelli nelle risse. Può sembrare un segno di difesa, ma chi porta un coltello lo fa per utilizzarlo nella prima occasione. Lanciamo un appello affinché ci sia massima sensibilità in tal senso anche da parte delle scuole. La volontà è quella di attaccare briga gratuitamente. Questi episodi di accoltellamenti sono indice di un fenomeno sociale. Qualcosa sta cambiando e il nostro impegno è quello di continuare a lavorare in questo settore per prevenire risse».
Anche il Campidoglio si è mosso per porre argine ad un fenomeno che rischia di dilagare. Dopo l’interesse mostrato qualche giorno fa per la proposta di istallare metal detector davanti alle discoteche, il sindaco Gianni Alemanno ha scritto al ministro dell’Interno Roberto Maroni, al minsitro della Giustizia Angelino Alfano, al capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasbarri e a quello della Camera Fabrizio Cicchitto, per chiedere di inasprire le pene e rendere possibile l’arresto di chi è trovato in possesso di coltello. «Come noto - scrive il sindaco - negli ultimi tempi si è registrato un notevole incremento di atti di violenza commessi con l’utilizzo di armi da taglio. Detti gravi episodi, segnatamente ferimenti ed omicidi, avvengono a seguito di risse o liti per futili motivi e, certamente, debbono essere messi in relazione con l’abitudine di moltissimi soggetti, anche incensurati, di portare con sè armi da taglio, anche di piccole dimensioni, ma, comunque, di potenzialità micidiali». Alemanno ricorda che l’attuale normativa non consente di ammanettare chi va in giro con una lama in tasca. E auspica un cambiamento. «Certamente - sostiene - la previsione dell’arresto di colui che si rende responsabile del porto, senza giustificato motivo, di armi da taglio o da punta, nonché da punta e taglio, andrebbe significativamente ad incidere in termini preventivi sulla preoccupante abitudine di molti giovani, anche minorenni, di portare con sé un coltello. Peraltro, l’avere a disposizione un’arma del genere, è fattore di gravissimo pericolo attesa la abituale frequentazione da parte di giovani e giovanissimi di locali dove possono abusare di alcolici, nonché per la diffusione di stupefacenti. Per addivenire alla possibilità di procedere all’arresto nel caso in cui una persona venga sorpresa in flagrante porto di coltello, pertanto, sarebbe necessario o un innalzamento significativo della pena edittale per tale reato, ovvero una specifica previsione normativa». Per Enzo Foschi, consigliere Pd alla Regione, occorrerebbe istituire «il porto d’armi anche per i coltelli».