In manette consiglieredella regione CampaniaComprò voti ai casalesi

Enrico Fabozzi, ex Pd, ora nel Gruppo Misto, è stato fermato per concorso esterno in associazione mafiosa

Enrico Fabozzi, consigliere regionale della regione Campania, ex Pd, ora iscritto al Gruppo Misto, è finito in manette con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.

Il politico è stato arrestato nell'ambito di un'inchiesta che aveva indagato il suo periodo da sindaco di Villa Literno, paese in provincia di Caserta. Nel periodo in cui aveva detenuto la carica Fabozzi avrebbe infatti stretto contatti con la malavita, ingraziandosi il clan dei Casalesi, in particolare il gruppo che fa capo a Domenico Bidognetti, per procurarsi appoggio in sede elettorale in cambio della cessione al clan di alcuni appalti.

Sono stati arrestati per concorso esterno anche Pasquale e Giuseppe Mastrominico, due imprenditori già coinvolti nell'inchiesta relativa al G8 dell'Aquila. I due sarebbero legati al gruppo capeggiato da Antonio Iovine e sarebbero riusciti - tra le altre cose - ad aggiudicarsi un appalto illegale nella cittadina di Gragnano, in provincia di Napoli.

L'arresto del consigliere regionale, sospeso dal Partito Democratico quando emersero le prime voci sull'indagine a suo carico, è avvenuto nell'ambito di un'operazione durante la quale sono finite in manette altre otto persone, con accuse che vanno dall'estorsione, alla corruzione, alla ricettazione, fino alla turbativa di operazioni di voto mediante violenza e minaccia, aggravate dalla finalità ultima dei crimini, quella di agevolare il clan dei casalesi.