Manette a due arabi con documenti falsi

da Roma

Da terroristi a «topi d’albergo». Quando martedì si sono presentati all’Hotel Atlante Star di Roma, vicino San Pietro, non sono passati inosservati. La loro voluminosa valigia sembrava vuota. E al facchino hanno fatto strane domande sull’affluenza estiva dei turisti in Vaticano. Alla reception hanno parlato di una prenotazione che non esisteva, e di fronte alle obiezioni del portiere hanno sfoderato carte d’identità rilasciate dalla Prefettura di Parigi (false), reclamando ugualmente una stanza.
La trasferta romana di due algerini di 30 anni s’è interrotta così dietro le sbarre di Regina Coeli. Già, perché mercoledì sera Mohamed Chinab e Malik Zadani (questi i nomi sui documenti) hanno trovato ad accoglierli gli agenti del Commissariato Borgo, allertati dal personale dell’albergo, che nel frattempo avevano accertato che le carte d’identità erano false. Di qui il fermo per ricettazione. Ma sui due algerini per qualche ora ha indagato anche la Digos, perché i nordafricani hanno fornito versioni contrastanti sulla data di arrivo e di partenza. Nel corso della perquisizione della stanza sono stati trovati numerosi numeri di telefono italiani corrispondenti a nominativi arabi, nonché appunti scritti in arabo. Fra le annotazioni c’era anche il nome di un altro algerino residente a Roma, in via Carlo Sereni 15, ma dalle verifiche non è emerso nulla. Dopo approfondite ricerche, la Digos ha escluso qualsiasi collegamento con i terroristi islamici.