Manette per l’assassino di Pasolini: arrestato per traffico di droga

Pelosi fermato con 400 grammi di cocaina. Pochi giorni fa aveva detto di non essere lui il killer del poeta-regista

da Roma

Giuseppe Pelosi, condannato a 9 anni di reclusione per l'omicidio di Pier Paolo Pasolini, è stato arrestato dai carabinieri della stazione di Orte, in provincia di Viterbo, per detenzione di droga a fine di spaccio.
Pelosi, secondo i militari, avrebbe trasportato insieme con altre due persone, padre e figlia, anch'essi arrestati, 400 grammi di cocaina destinati al mercato viterbese. Gli altri due arrestati un uomo di 43 anni e la figlia di 18 anni, entrambi residenti ad Orte. L'operazione è stata coordinata dalla Compagnia di Civita Castellana, diretta dal tenente Edmondo Lo Mazzo su delega dalla Procura della Repubblica di Viterbo. Pelosi, a quanto si è appreso, non si sarebbe limitato a trasportare la cocaina, ma avrebbe partecipato attivamente all'attività di spaccio.
L'uomo, che solo alcuni giorni fa si era dichiarato estraneo all'omicidio del poeta e scrittore friulano, è rinchiuso nel carcere di Mammagialla a Viterbo. Pelosi è famoso per essere stato condannato nel 1976 a nove anni di carcere, in seguito all'omicidio del regista e scrittore Pier Paolo Pasolini, avvenuto ad Ostia l'1 novembre del 1975. Giuseppe Pelosi, detto «Pino la rana», ha 17 anni quando i carabinieri lo fermano alla guida di un'Alfa 2000 Gt rubata, che poi risulterà di proprietà di Pasolini. La stessa con la quale qualcuno aveva posto fine alla vita dello scrittore. Pelosi viene portato in caserma. Interrogato dai carabinieri il giovane ammette il furto e fa cenno a un anello di sua proprietà, che gli investigatori hanno trovato vicino al corpo di Pasolini. Il giorno dopo viene arrestato. Il percorso processuale che porta alla condanna di «Pino la rana» è relativamente veloce. La Corte di Cassazione si esprimerà in modo definitivo il 26 aprile 1979: Pelosi, che oggi ha 46 anni, se la cava con una condanna a nove anni. Ne sconterà soltanto sette, uscendo in semilibertà. Il colpo di scena 30 anni dopo: lo scorso 8 maggio Pelosi clamorosamente cambia versione dei fatti. E dice: «Non fui io ad uccidere Pasolini», rilanciando una pista investigativa mai battuta fino in fondo ma ipotizzata più volte: la possibilità che Pasolini sia stato massacrato da un gruppo di picchiatori, che volevano dargli una lezione.