In manette il «signor Pastarito»

Bancarotte pilotate per evadere il fisco. A guidare questa presunta banda erano un avvocato e due commercialisti, ingaggiati da imprenditori senza scrupoli che avevano interesse a «svuotare» le proprie aziende e quindi evitare che finissero preda dei creditori. La Guardia di finanza del Comando provinciale di Roma all’alba di ieri ha eseguito 16 misure cautelari, 7 persone sono finite in carcere, 6 ai domiciliari mentre, altri 3 indagati sono stati sottoposti all’obbligo della firma. Secondo le Fiamme gialle romane gli indagati avevano allestito una sorta di sistema labirintico che si componeva di nuove società, prestanome e movimento di capitali. Spiegano gli investigatori che a capo della organizzazione c’erano l’avvocato Andrea Badanai ed i commercialisti Riccardo Modiano e Michele Benincasa Stagni. Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta patrimoniale e documentale ed alla sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Tra le società sequestrate dalle fiamme gialle della Capitale vi sono la «Adm 2011 Srl» proprietaria del marchio «Diunamai», azienda leader nel settore dello shopping online di prodotti hi-tech e la società «Pastarito Srl» che gestisce, anche in franchising, la catena «Pastarito-Pizzarito» (nella foto). Ammonta a circa 50 milioni di euro il valore dei beni fraudolentemente distratti dalle casse delle società condotte in fallimento. Di circa 10 milioni di euro il monte debiti accertato.