In manette «Zidane», spacciatore velocista

Carissimo Enrico Musso,
innanzitutto mi complimento per il tuo nuovo approdo, che ho scoperto ieri sera leggendo, come faccio ogni giorno, gli atti del Senato: dopo il Pdl e il gruppo misto, da ieri sei un senatore del gruppo Udc. Anzi, per la precisione, del gruppo «Unione di centro, SVP e Autonomie (Union Valdôtaine, MAIE, Io Sud, Movimento Repubblicani Europei)». Gruppo dal nome impegnativo, anche perchè composto da più parole dei partecipanti, fra cui anche due senatori a vita come Emilio Colombo e Giulio Andreotti, il che - per usare scherzando le tue parole - «fa molto prima Repubblica». Fra l’altro, curioso come sono, e confessando la mia ignoranza sul MAIE, ho scoperto ieri che è il Movimento associativo italiani all’estero composto a Palazzo Madama dalla sola senatrice Mirella Giai, che il Movimento Repubblicani Europei è anch’esso monorappresentato dalla senatrice Luciana Sbarbati e che «Io sud», giustamente al singolare (alla Camera, c’è «Noi sud»), è il partito guidato e coincidente con Adriana Poli Bortone. Insomma, una nutrita compagnia. Magari potresti proporre di aggiungere alla lista dei nomi anche «Io Enrico», potrebbe essere un’idea.
Ma - al di là della notizia che ho appreso quando è stata messa in rete alle 20,05 sul sito del Senato nell’allegato B della seduta di ieri - un grazie, assolutamente sincero e sentito, per la tua risposta alle nostre critiche, segno di attenzione e educazione nei confronti del Giornale e dei suoi lettori. Risposta che, come sempre, ospitiamo ben volentieri, anche perchè - al di là della sintesi giornalistica, magari «diciamo, imperfetta» - conferma ciò che abbiamo scritto. E non potrebbe essere diversamente, visto che la nostra bussola non sono opinioni giornalistiche o politiche, ma gli atti parlamentari, gli unici nei quali ci piace navigare.
Sul resto, cerco di rispondere, almeno sinteticamente. Sappiamo benissimo, tu ed io, che un emendamento a propria firma, anche il più giusto del mondo, senza accordo politico è un pezzo di carta straccia. (...)