Manganelli: "Massimo impegno per contrastare l'immigrazione clandestina"

Il capo della polizia: "Col nostro lavoro contribuiamo ad attenuare la percezione di paura che attraversa significative aree
del nostro Paese, perché sicurezza e tolleranza sono requisiti essenziali per migliorare la
coesione sociale, lo sviluppo economico e la qualità della vita dei cittadini"

Roma - I risultati conseguiti dalla polizia per la sicurezza «riflettono un’azione decisa e instancabile che si è sviluppata su fronti di grande valenza strategica, tra cui la lotta al terrorismo, alla criminalità, al traffico di stupefacenti e all’immigrazione clandestina». È il prefetto Antonio Manganelli, capo della polizia, a sottolinearlo in un messaggio inviato in occasione del 156° anniversario dell’istituzione.

«Il nostro impegno su quest’ultimo terreno è massimo: contrastando l’ingresso in Italia di quanti rifiutano l’integrazione ed importano illegalità - osserva il prefetto Manganelli - potremo infatti contribuire ad attenuare quella percezione di paura che attraversa significative aree del nostro Paese, perchè sicurezza e tolleranza sono requisiti essenziali per migliorare la coesione sociale, lo sviluppo economico e la qualità della vita dei cittadini».

Oltre a rivolgere un «deferente pensiero» a quanti hanno perso la vita nell’adempimento del dovere, Manganelli sottolinea che «alla polizia di Stato e alle altre forze dell’ordine spetta l’onore e l’onere della prima linea ed agli altri protagonisti della società civile il compito di sostenere i nostri sforzi per l’affermazione della legalità».

Civili per compiti burocratici di Ps «Siamo valutando con le organizzazioni sindacali dell’amministrazione civile del ministero dell’Interno, ma anche di altre amministrazioni, di assumere personale civile che possa assolvere ai compiti» burocratici oggi affidati ai poliziotti. Ha detto Manganelli, al termine delle celebrazioni della festa della Polizia a Piazza del Popolo. E il prefetto ha sottolineato che è giusto «cacciare i poliziotti dagli uffici» ma per farlo «bisogna anche cacciare i compiti che li tengono negli uffici». Il capo della Polizia è poi tornato sul sentimento di paura diffuso tra i cittadini, nonostante i dati sui reati dicano che questi sono in calo. «C’è una percezione di insicurezza diffusa al di là della ragione - afferma - un sentimento della paura che ha a che fare non solo con la criminalità, ma anche con il disagio sociale, con il degrado e con l’inciviltà anche verbale». Ed è per questo che la Polizia, «in prima linea» contro il crimine, punta ad essere sempre più a stretto contatto con i cittadini. «Essere vicini alla gente - conclude Manganelli - è la chiave per partire con il piede giusto» e allontanare la percezione di insicurezza.

Incontro con i capi polizia di Albania e Romania Sono in corso al Viminale una serie di incontri bilaterali del capo della Polizia, prefetto Antonio Manganelli, con i responsabili delle polizie di paesi balcanici e dell’Europa centro orientale. Subito dopo la cerimonia ufficiale per il centocinquantaseiesimo anniversario della fondazione della Polizia di Stato, che si è tenuta a piazza del Popolo alla presenza del capo dello Stato, il prefetto Manganelli ha avuto un primo incontro con il capo della polizia albanese, a Roma per la ricorrenza. Nel corso dell’incontro sono state stabilite forme di potenziamento della collaborazione già in atto nel centro di cooperazione internazionale attivo a Tirana per la lotta alla criminalità organizzata e contro l’immigrazione clandestina. Al Viminale è ora in corso un lungo incontro tra Manganelli e il capo della polizia romena per mettere a punto le modalità operative per attuare, in tempi rapidi, le intese stabilite ieri tra il ministro dell’Interno, Roberto Maroni e quello romeno Cristian David.