Manganelli: "La priorità è battere la criminalità dei clandestini nel Nord"

Nella sua prima uscita pubblica da capo della polizia, Antonio Manganelli parla di come affrontare il nodo criminalità al Nord, dove il numero degli immigrati è sempre maggiore. Ma lancia anche l'allarme sul terrorismo "fai da te"

Roma - Combattere la criminalità al nord è la nostra criminalità. Così Antonio Manganelli, durante la sua audizione alla Commissione Affari Costituzionali del Senato. Ma tra le preoccupazioni del nuovo capo della polizia c'è anche il terrorismo fai da te, la mafia al sud e la questione stadi.

Criminalità La situazione della criminalità legata all’immigrazione clandestina nel nord Italia "preoccupa" le forze dell’ordine, è una delle priorità da affrontare e sulla quale "si stanno studiando misure". Nel nord Italia, spiega Manganelli nella sua prima uscita pubblica, "la criminalità diffusa legata all’immigrazione clandestina, è significativa e non casuale". Gli autori di reati di criminalità diffusa, aggiunge, "si attestano al 30% nel rapporto immigrati clandestini-cittadini del nostro paese". Un dato che, se disaggregato, "al nord diventa 50,60%".

Terrorismo fai da te Manganelli lancia anche l'allarme terrorista fai da te, "perché i suoi esplosivi sono pericolosi quanto quelli dei terroristi super addestrati". Il capo della polizia lo afferma in riferimento alle "modalità recenti di utilizzazione di liquidi infiammabili, bombole e cose che di per sè non sono neanche illegali ma che messe insieme determinano la deflagrazione che fa danni uguali a quelli delle bombe". Per i terroristi, osserva Manganelli, questo è un "conveniente metodo per fare un attentato senza andare in giro con le bombe".

Allarme mafia "Allarme vero, imminente e grave" quello creato dalla mafia in Sicilia. "A Palermo - ha detto Manganelli - alcuni mafiosi scappati perchè avevano il 'foglio di via' sono rientrati. Dunque, qualcuno ha dato il proprio benestare al rientro e questo non è stato gradito dall’altra parte. Teniamo questo fenomeno in grande cosiderazione. Come osserviamo con attenzione gli omicidi accaduti di recente che non sembrano essere espressioni casuali, ma possono nascondere un progetto che non vogliamo far esplodere".

Stadi Manganelli dedica qualche battuta alla questione stadi sicuri: "Sogno uno stadio senza polizia. Quando non c’è polizia gli incidenti sono in numero minore, perché viene meno il nemico". e ha concluso: "Mi auguro che la nascita degli steward sia non solo formalmente coi fatti il deterrente per gli incidenti. L’eliminazione della polizia dagli stadi presuppone che possa partire il processo di selezione degli steward. Prima partiamo meglio è, e se partiamo il primo settembre speriamo di realizzarli per il primo dicembre".