Manganelli: "Vergognosa l'incertezza della pena"

Durissimo il capo della polizia: "Tutti parlano, ma non si è fatto nulla negli ultimi anni". Poi l'esempio: "Quando arrestiamo un pregiudicato scopriamo che negli ultimi sei mesi era già stato fermato tre o quattro volte per lo stesso reato. La lotta ai clandestini? Inutile"

Roma - Una situazione di "indulto quotidiano" in cui tutti parlano ma nessuno fa. Il capo della polizia, prefetto Antonio Manganelli, non usa mezzi termini per definire lo stato della certezza della pena in Italia. "Viviamo una situazione di indulto quotidiano - dice alle commissioni Affari costituzionali e Giustizia del Senato - di cui tutti parlano. Ma su cui non si è fatto nulla negli ultimi anni". La pena, aggiunge Manganelli, "oggi è quando di più incerto esiste in Italia"; un qualcosa che rende "assolutamente inutile" la risposta dello Stato e "vanifica" gli sforzi di polizia e magistratura. "Non gioco a fare il giurista - prosegue il capo della polizia - né voglio entrare nelle prerogative del parlamento, ma quella che abbiamo oggi è una situazione vergognosa: meglio una pena blanda oggi che non la promessa di un castigo futuro che non arriva mai". "È una situazione - ha aggiunto il capo della polizia - che noi operatori delle forze dell’ordine viviamo tutti i giorni, quando arrestiamo qualcuno per uno dei reati di cosiddetta criminalità diffusa e scopriamo che quel qualcuno nell’ultimo semestre era stato già arrestato altre tre o quattro volte per lo stesso tipo di reato".

Clandestini "Noi forze dell’ordine diciamo che l’immigrazione clandestina va contrastata con rigore, ma di fatto rinunciamo già in partenza a qualsiasi possibilità di farlo". ha continuato Manganelli. "In tutto il 2007 - ha spiegato - gli immigrati clandestini fermati e avviati a espulsione sono stati 33.897, ma solo 6.366 di loro hanno trovato posto nei Cpt: di fatto, 27 mila sono stati destinatari di un ordine scritto di allontanamento, naturalmente non accolto nella stragrande maggioranza, se non nella totalità, dei casi. La mancanza di posti nei Cpt - ha ricordato il capo della polizia - porta anche a un ulteriore dato statistico: per molti di quelli che vengono fermati il posto non viene neanche richiesto. Se, ad esempio, gli unici due posti liberi in un dato giorno sono nel Cpt di Agrigento, il questore, che so, di Cuneo, che ha la necessità di allontanare un immigrato clandestino che ha reiteratamente violato la legge, difficilmente impiegherà due suoi uomini in una missione di tre giorni (con relative spese di trasferimento, vitto e pernottamento) per accompagnare il clandestino in questione in Sicilia".

Reati Un terzo dei reati di criminalità diffusa è commesso da immigrati clandestini e circa un terzo della popolazione carceraria è fatta da stranieri irregolari. Il capo della polizia ripropone la fotografia della situazione dei clandestini in Italia e spiega al Senato che "il problema è quello del contrasto all’immigrazione clandestina". Non solo: secondo i dati in possesso di Manganelli, soltanto il 10% di essi arrivano con gli sbarchi dalle carrette del mare, mentre il 60-70% dei clandestini presenti in Italia sono arrivati con visti turistici e poi sono rimasti anche dopo la scadenza. In questo senso, dunque, secondo Manganelli, la "strada maestra per il contrastro all’immigrazione clandestina passa dagli accordi internazionali di contrasto del fenomeno".