Mangiano e bevono ma a fine pranzo non pagano il conto

(...) i tagliolini all’aragosta, il risotto alle pere e taleggio con capesanta brasata, i calamaretti novelli scottati con pomodori, peperoncino e queenelles di cipolla caramellata, il filetto di Angus Aberdeen al Castelmagno con uvetta e pinoli, la terrina di fois gras al porto panbrioches e salsa di zabaglione alla cannella, la casatina con ricotta di bufala...
E i vini? Be’, quei due lì, i colombi, non si fanno mancare niente: «Che ne pensi cara? Andiamo sul Nussbaumerhaf Gewurztraminer 2006? Ma non sarà un po’ troppo aromatico per i tuoi gusti? Mi sa che prevarica sulla tartare di pescato del giorno. E allora prendiamo un semplice Philipponnat Royale Réserve 2006, così andiamo sul sicuro».
«Scelta eccellente» fa a denti stretti il Morelli, che invece pensa tutto il contrario, ma non lo confesserà mai, dopo aver proposto inutilmente un sontuoso Pigato Bruna «U Baccan» che si sarebbe accoppiato benissimo alle scelte del cliente.
E, comunque, la cena va avanti e si conclude con evidente, piena soddisfazione della coppia. Che però, strano, indugia un po’ a tavola, anche dopo che ha terminato la casatina con ricotta di bufala, e il caffè, «lungo, mi raccomando, che se no lo zucchero me lo asciuga tutto».
Chissà perché non viene chiesto il conto. Intanto il locale si svuota, il personale di cucina si congeda: «A domani» fa sempre il Morelli, alzando di molto il tono della voce per far capire anche a quei due che è tardi. Niente.
Allora bisogna farsi avanti. «Signori, scusate, dobbiamo chiudere, sapete, i regolamenti comunali...». E lì viene il bello, cioè: il brutto. «Mi spiace, non abbiamo un soldo, e neanche la carta di credito. Mi scusi, ma non possiamo pagare». E lo dicono come se fosse una cosa normale, con quella faccia che, diceva Gilberto Govi, «è come le lastre, sai, Giggia, se ci sbatte sopra le rompe».
La prima volta che gli è capitato, al Morelli, c’è rimasto di sale. Poi, alla seconda e alla terza, lo stesso. Chissà perché, non ce la fa ancora a convincersi: «Ma come? Parevano così gentili? E invece se ne approfittano del fatto che, se li denuncio, mi costa di più, di tempo e di denaro, che a farmi risarcire, forse fra cent’anni».
Meglio mandarli a quel paese, subito. E quando si ripresentano - è capitato anche quello, e si sta ripetendo con fin troppa frequenza in questi ultimi tempi, a Le Perlage e in altri eccellenti locali genovesi e delle Riviere - quando te li rivedi davanti, sai che soddisfazione è sbattere in faccia a tutti e due: «Vi riconosco. Altro che Philipponnat Royale Réserve! O mi pagate prima il vecchio pranzo, o non vi servo neanche l’egua du brunzin».