Mangiare e star bene tradotto "fooding" Milano si lecca i baffi

Dopo New York sbarca in città il circo di cuochi e pasticcieri. Ciascuno preparerà 1.500 piatti, uno per ogni partecipante

Pronunci Fooding e il neologismo ci rimanda subito alla lingua inglese, ma l’anima e la mente di questa realtà, che va ben oltre la tavola e i suoi piaceri, sono assolutamente francesi. Tutto dalla testa di Alexandre Cammas a inizio 1999, il desiderio di rinnovare la cucina francese senza i dogmi che avrebbero caratterizzato l’altra nuova realtà d’Oltralpe, l’Omnivore di Luc Dubanchet. Fooding è la sintesi di food e di feeling, il desiderio di mangiare e bere bene, visto e vissuto attraverso la lente dello stare bene. In sintesi: ottimo piatto, ma cameriere cafone e cuoco presuntuoso, risultato: insegna ignorata.
Tutto questo raccontato perché il 15 ottobre prossimo, un venerdì, Cammas sarà a Milano con il suo goloso e gioioso circo composto di cuochi, pasticcieri, scrittori (maledetti), tatuatori, dj per emozionare 1.500 persone che pagheranno 25 euro (il 40% andrà in beneficenza al Caf, il centro di aiuto al bambini maltrattato) per superare l’ingresso di 31 di via Tortona, il tutto a partire dalle ore 19, il tutto sotto la bandiera del Grand Fooding Milano. Importante la nota a margine nel catalogo e nel sito: «Prima edizione extra vergine», questo perché novità assoluta per il nostro paese.
Fooding è itinerante, l’ultimo è stato da poco celebrato a New York. La formula è quella di «una-volta-una». Le danze avranno inizio alle sette della sera in un unico grande spazio coloratamente allestito e all’alba tutti al lavoro. Non è un congresso, non è un salone o una fiera del gusto. Il fatto che il pass sia stato realizzato da Nicolai Lilin è una dichiarazione a tinte forti e vive. Trentenne moldavo approdato tra le colline della provincia di Cuneo, oggi è noto come scrittore di successo di storie in cui racconta il suo passato di criminale in Transnistria e combattente nella guerra cecena, nonché tatuatore, tatuaggi che il 15 saranno un piatto forte della serata.
Prima di spigolare nel programma, una nota: ogni chef deve preparare 1500 porzioni della sua bontà, una per ogni partecipante, un ricco menù. Milano calerà alcuni suoi assi: Aimo Moroni (di Aimo e Nadia) proporrà la Bombetta di maiale con vitello e frattaglie; Carlo Cracco la Tartare di rognone alle ostriche; Roberto e Arturo Maggi (la Latteria di via San Marco) la Crudaiola di verdure e bulgur; Cesare Battisti (Ratanà) il Cubi di fassone in sfoglia di nocciole. Da Rivoli vicino Torino ecco invece Davide Scabin (Combal.zero) con la Shake pizza margherita, pasta shakerata al gusto di pizza, mentre da Modena giungerà Massimo Bottura (Osteria Francescana) con le sue Lingue del Mondo. Quindi le tre stelle straniere: David Chang del Momofuku a New York che offrirà Polpette di riso arrosto, Inaki Aizpitarte, dello Chateubriand a Parigi, che firmerà una Noce di vitello alla crema di fegato di baccalà, e infineRené Redsepi, del Noma di Copenhagen, con la “Dieta medioevale” ossia «6 diversi tipi di cereali dimenticati mantecati con erbette selvatiche e sugo di calamari, in una foglia di acetosa». Si tornerà a Milano per il dessert grazie a Galdina della Seta, titolare della pasticceria Galdina nel cortile di via Terraggio 9. Ai gelati penseranno le designer riunite nel progetto Arabeschi di Latte, sito arabeschidilatte.org. Formaggi francesi, come le bollicine nei bicchieri, analcolici italiani così come l’acqua minerale. Per il caffè garantisce George Clooney (nella pubblicità, non dal vivo sul posto).