La Manhattan di Milano spaventa la Moratti ma piace agli ex sindaci

Gli ex sindaci di Milano promuovono il nuovo scalo Farini e i grattacieli. Immaginando una piccola Manhattan, incoraggiano la Moratti a «puntare in alto». Lei, per il momento, sembra più prudente e non si sbilancia. Gabriele Albertini non ne ha mai fatto segreto: «Favorevolissimo ai grattacieli, se si vuole una città più verde bisogna costruire in altezza». Il verde, come è stato richiesto dai consiglieri del Pdl, ci sarà e sarà compattato in un unico mega parco di 350mila metri quadri invece che in tanti giardini condominiali. Sulla piccola Manhattan la Moratti ha tagliato corto: «Non c’è ancora un’idea precisa del progetto». Albertini fa presente che terreni come quello dell’ex scalo Farini «richiedono costi di bonifica molto elevati. Per riqualificarli vanno garantite ai costruttori volumetrie compatibili a sostenere la spesa». L’ipotesi di costruire verso l’alto non disturba neanche Paolo Pillitteri, amministratore di Palazzo dal 1986 al ’92: «L’importante è creare il grande parco, una scelta di qualità per la quale i nostri nipoti ci ringrazieranno».
Il sindaco-socialista Carlo Tognoli ammette che l’idea dei grattacieli «in sé non è sbagliata». Piuttosto lo preoccupa «un’eccessiva densificazione in quella zona, dove già si costruisce la Città della moda e si rischia di avere le strade ancora più intasate dal traffico».
La replica è dell’ex sindaco-leghista Marco Formentini: «In futuro si potrà puntare su isole pedonali, ma non si può “morire” perchè c’è traffico. Se c’è proporzione va bene anche lo sviluppo in verticale, Milano non ha spazi enormi da sfruttare».