Le mani della Cgil sul voto all’estero

Gian Maria De Francesco

da Roma

«Mi risulta che Antonio Bruzzese abbia dedicato tempo prelevato dalle sue ferie» per seguire la campagna elettorale di Mirella Giai e Mariza Bafile in Sudamerica. È questo il nocciolo del comunicato di precisazione diramato venerdì scorso dal presidente Inca (patronato Cgil sottoposto al controllo del ministero del Lavoro), Aldo Amoretti, a proposito del dirigente sindacale impegnato in Sudamerica.
Discorso rigoroso, ma che non trova un completo riscontro nella realtà dei fatti. Il patronato Inca ha ben quattro rappresentanti nei deputati diessini eletti all’estero e probabilmente è stato determinante per l’elezione del senatore svizzero della Quercia, Claudio Micheloni, e del deputato Riccardo Merlo della lista Pallaro.
Ma andiamo con ordine partendo dal segretario di presidenza della Camera, Mariza Bafile. È stata per ben due anni presidente dell’Inca del Venezuela, carica alla quale ha rinunciato prima di candidarsi. Nel 2004 ha organizzato nell’isola venezuelana di Margarita il seminario «Il patronato Inca in America Latina» nel quale l’istituzione italiana era rappresentata, tra gli altri, da Antonio Bruzzese. Nel corso della settimana di lavoro la Bafile ha criticato le politiche delle Regioni italiane tese a favorire il rientro degli emigrati italiani piuttosto che l’afflusso di manodopera immigrata. In quella stessa sede Bruzzese ha precisato che l’Inca non avrebbe partecipato ad alcuna campagna elettorale.
Presidente del patronato Inca di Parigi è stato Gianni Farina, deputato diessino nato in Valtellina ma eletto nella circoscrizione Europa. Dirigente della filiale svizzera del Pci negli anni ’80, poi alla Filef (Federazione italiana lavoratori emigrati e famiglie), viene dirottato sin dagli anni ’90 alla guida del patronato Inca transalpino. Siede inoltre nel Consiglio generale degli italiani all’estero (Cgie), organismo che fa capo alla Farnesina.
Analoga la storia di Gino Bucchino. Toscano, emigrato prima in Venezuela e poi in Canada dove dal 2003 al 2005 è stato presidente dell’Inca nazionale. Anche Bucchino fa parte della Filef ed è membro del comitato di presidenza del Cgie. Idem Marco Fedi, geometra ascolano che dal 1983 è emigrato in Australia e dal 1991 è stato coordinatore nazionale dell’Inca e responsabile per Melbourne, Sydney, Adelaide, Perth e Canberra.
Un discorso a parte merita il diessino elvetico Claudio Micheloni. Presidente della Federazione delle Colonie libere della Svizzera (Fclis), è da anni molto attivo nella rappresentazione degli interessi dei nostri connazionali. Nel 2004 alle elezioni per il Cgie (di cui anche Micheloni fa parte) due candidati Fclis, Giangi Cretti e Gianfranco Gazzola, vengono trombati perché il listone dell’Ulivo ad alta concentrazione Dl fa il pieno o quasi. «Ha funzionato la trappola a Gazzola dell’Inca», ha dichiarato Micheloni in un comunicato al vetriolo del luglio 2004. Gazzola, infatti, è stato dirigente Inca. «Mi sono lamentato della mancata elezione di Cretti e Gazzola, ma con l’Inca i rapporti sono sempre stati buoni», precisa Gazzola al Giornale. Tutto rientrato, quindi.
Ricardo Merlo, deputato della lista di Luigi Pallaro, infine, è presidente del Comites (Comitato Italiani all’estero) di Buenos Aires. Chi ha proposto come segretario del Comites? Maria Rosa Arona dell’Inca.