LE MANI SULLA CASSA

Non siamo magistrati e non abbiamo alcun elemento per sapere se, in quanto ha scritto il CorrierEconomia a proposito della Banca Carige, ci sia tutto, qualcosa o nulla di vero. Del resto, la stessa Procura della Repubblica di Genova ci sta andando con i piedi di piombo e l’apertura di un’inchiesta è un atto dovuto, senza precise ipotesi di reato. Atto dovuto, certo, che però ieri ha contribuito a un drastico e prevedibile calo del titolo. Calo prevedibile, certo, che la Carige ha tamponato ieri sera con un puntuale comunicato che entra punto per punto nel merito delle accuse del supplemento Corriere della sera. Comunicato puntuale, certo, ma tardivo.
Avrete notato che, su queste pagine, abbiamo tenuto un profilo molto basso nell’occuparci della vicenda. Il minimo indispensabile. Giusto la notizia, giusto gli aggiornamenti, giusto le reazioni. Ma non ci abbiamo ricamato sopra. Non abbiamo montato nessuna campagna. Non siamo andati alla ricerca di improbabili scoop che dimostravano che Berneschi ha il riporto, che sta studiando la plastica al naso o che si tinge di bianco i capelli.
Da un lato, perchè non ci piace lo scandalismo. Mai e contro nessuno. Ci piace il giornalismo di inchiesta e, se emergeranno fatti nuovi, saremo i primi a fare i complimenti agli autori dello scoop. Ma se non emergeranno occorrerà farsi molte domande.
Una l’ha posta nei giorni scorsi il senatore di Alleanza Nazionale Giorgio Bornacin. Come mai dagli enti locali c’è stato un silenzio assordante sulla vicenda? Come mai gli unici interventi politici sul caso Carige sono stati solo l’accorata difesa del patrimonio della banca da parte del presidente azzurro del Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti Claudio Scajola; un’interpellanza sui rapporti fra Carige e Banca d’Italia del deputato dipietrista Egidio Pedrini ed un duro attacco del capogruppo cossuttiano in Regione Tirreno Bianchi, che pure è intervenuto per fatto personale ricordando di aver votato in passato a favore di norme pro-Carige per non danneggiare la banca, nonostante le indicazioni contrarie del suo partito? Da sinistra, per il resto, solo attacchini e battutine.
Perchè chi governa Genova e la Liguria, solitamente loquacissimo, non ha detto niente, nè pro, nè contro? Forse, come noi, hanno scelto un basso profilo per un senso di garantismo totale. O, forse, preferiscono stare alla finestra in attesa di vedere come va a finire e l’effetto che fa. Quindi, condividiamo appieno l’amarezza di Bornacin. Anche perchè certi silenzi reiterati sono sospetti: ricordate quelli dell’altr’anno sul caso Genoa?
In questo silenzio assordante, si stanno diffondendo voci pericolose. Ad esempio, quella che mi riferiva una nostra cortesissima lettrice, a cui un gruppo di amiche aveva consigliato di ritirare i soldi dal suo sportello Carige, perchè «si corrono dei rischi».
Ora, la banca guidata da Berneschi non è perfetta e, in alcuni casi, soffre di tutti i difetti dei grandi istituti di credito, senza avere i benefici dei piccoli. E viceversa.
Ma è un grande patrimonio ligure e, come tale, va preservata. Fare terrorismo mediatico sulla Carige è cieco e irresponsabile. Oppure funzionale ad altri interessi. Soprattutto rischia di far male non ai vertici, ma ai piccoli risparmiatori. Noi non ci stiamo.