Mani in tasca ai politici, altri soldi da Vinai e Cimaschi per la sottoscrizione

Il vicepresidente di Fondazione Carige e presidente della Carta dei Valori del Pdl, Pierluigi Vinai, con un versamento da 500 euro, e il consigliere del Municipio Centro Est, Enrico Cimaschi, con uno da 200, fanno da apripista appena pochi minuti dopo la costituzione del Comitato denominato «Amici del Giornale Genova alluvione 4/11/2011» che ha lo scopo di «stimolare la raccolta di fondi da destinare alle persone, alle famiglie di Genova ed alle attività commerciali che abbiano subìto danni» in seguito alla recente calamità. L’obiettivo del Comitato è espresso in maniera articolata nell’atto costitutivo delloStatuto, composto da 12 articoli, che è stato redatto e ufficializzato nei giorni scorsi per rendere il Comitato pienamente operativo, con tanto di codice fiscale e di conto corrente in cui fare affluire le somme devolute (le coordinate del rapporto sono: numero 13533.80 presso Agenzia 118 della Banca Carige, Iban

IT08G0617501418000001353380).
Nella sua prima riunione, il Comitato, che non ha scopo di lucro e i cui componenti «si impegnano a collaborare per l’organizzazione delle attività di intesa e secondo le direttive e a titolo gratuito» (articolo 5), è formato da Massimiliano Lussana, Roberto Cassinelli, Pierluigi Vinai, Francesco Tappani, Andrea Cevasco, oltre a Enrico Cimaschi e Andrea Cambiaso (nominato presidente) cui, con Lussana, va il merito di aver promosso l’iniziativa.
E mentre si attende la formalizzazione concreta di tutte le adesioni, numerose, già annunciate, in particolare dagli esponenti politici che si sono dichiarati immediatamente disponibili a devolvere un contributo a favore delle persone e delle attività economiche colpite dall’alluvione, viene ribadito da parte dei componenti del Comitato stesso l’intento di prorogare, «previa delibera, l’organizzazione di ulteriori campagne di raccolta fondi per il medesimo scopo, da effettuarsi negli anni successivi» (articolo 4 dello Statuto). Non un impegno episodico, pertanto, «una tantum», ma un «servizio permanente effettivo» in nome della solidarietà e del fattivo intervento dovunque e comunque se ne ravvisi la necessità.
Nel successivo articolo 6 della carta costitutiva, vengono inoltre precisati i seguenti incarichi: «Coordinare tutte le attività con particolare attenzione per quelli di raccolta fondi, gestire le relazioni con i grandi donatori, coordinare l’attività con l’Amministrazione municipale in particolare per quanto concerne la rendicontazione dell’impegno delle somme ricevute. Resta esclusa - è ripetuto ancora una volta - la possibilità da parte dei componenti di trarre dall’attività svolta un lucro personale».