La mania di scrivere programmi pieni di nulla

diGira voce che nelle sale operative dei grandi fondi speculativi mondiali serpeggi il terrore: milioni di profitti finora ottenuti scommettendo contro i Btp e l’Euro potrebbero essere a rischio perché l’economia mondiale può finalmente risollevarsi una volta per tutte. Sembra infatti che a Bruxelles possa arrivare nientemeno che una «controlettera» delle opposizioni italiane. Si può immaginare il terrore dei gestori americani: finché si trattava di speculare contro quei sempliciotti della Merkel e di Sarkozy era come rubare caramelle ai bambini, se dovessero però scendere in campo epistolare letterati come Bersani, Di Pietro e Vendola la musica cambierebbe. Non solo. Anche il calendario appare minaccioso e il dicembre ormai prossimo potrebbe portare con se la più pericolosa delle lettere, l’arma definitiva contro la speculazione: la letterina a Babbo Natale.
«Caro Babbo, vorrei i Btp a 120, tre dollari per un euro, una bella patrimoniale nuova e tanto carbone per Berlusconi». Verrebbe da dire che ci meritiamo la situazione in cui siamo. Nel mezzo della più grave crisi finanziaria dal dopoguerra l’Europa si balocca con le lettere e, visto che la missiva di Berlusconi pare sia piaciuta, ecco l’opposizione correre ai ripari. Ma che cosa crediamo di ottenere? Ma ci rendiamo conto di quale sia la situazione? Tutte le lettere di quest’estate, a partire da quella estiva della Bce, sono fuori luogo: si tratta di dare fiducia assoluta agli investitori mondiali sul debito dei paesi europei (tutti) e, mentre le altre monete mettono in campo tutta la potenza di fuoco illimitata delle loro banche centrali, noi speriamo di convincere la gente a prestarci il loro danaro dicendo che forse verrà restituito ma dipenderà da cosa ci porterà il postino.
Prima usciremo da questo gioco e meglio sarà. Ovviamente, vista la sovrana inutilità di mettere per raccomandata le proprie idee non poteva sottrarsi al giochino nemmeno Luca Cordero di Montezemolo che, appena saputo della brillante idea dipietrista, ha ben pensato di fulminarli sul tempo, mandando pure lui la sua personale letterina a Babbo Natale pubblicata ieri su Repubblica. Giusto per far capire la serietà della cosa ecco che nei 5 punti della lettera di Montezemolo svetta al primo punto l’immancabile «taglio dei costi della politica». Siamo a posto. La speculazione mondiale una volta saputo che verrà ridotto lo stipendio della Finocchiaro arretrerà terrorizzata e si metteranno tutti in fila a comprare i Btp oppure i Bonos spagnoli o i titoli irlandesi. Garantisce Montezemolo. Certo, poi ci sono altre ideone come la tassa sulle rendite e la patrimoniale. Peccato che ci siano già, le ha messe sui titoli l’attuale governo, assecondando Tremonti proprio con l’idea malsana di togliere argomenti all’opposizione e hanno già fatto discreti danni. Ma chi se ne importa, l’importante è scrivere.
Se Montezemolo propone anche cose fatte sembra che, per non essere da meno, le opposizioni prospetteranno idee rivoluzionarie già attuate la legislatura precedente. Pare infatti che uno dei punti cardine della controlettera sia l’immaginifico «accorpamento degli enti pensionistici»: Peccato che sulla carta l’abbia già «fatto» il governo Prodi, ovviamente per finta, mettendo a bilancio un profitto inesistente salvo poi fare (questa volta davvero) un bell’abbassamento dell’età pensionabile al trascurabile costo di dieci miliardi. Si potrebbe poi pescare da altre letterine: tipo la contromanovra di Bersani, quella che al punto tre prevedeva la vendita degli immobili statali per poi proporre al punto quattro la patrimoniale anche su quegli stessi immobili. Premio Strega assicurato. Tutto sommato nella classifica delle letterine ci sta bene anche quella della Confindustria e Abi, quella che proponeva più tasse per tutti tranne che per loro, oppure le missive delle parti sociali o le paginate con seri problemi grammaticali di Della Valle sul Corriere. Tutte contengono un misto di cose condivisibili (Montezemolo ad esempio propone giustamente il contributivo per tutti da subito) e di sciocchezze ma tutte, proprio tutte, condividono un tratto comune: l’inutilità assoluta.