Manifestare non è esclusiva della sinistra

Siamo alle solite: la sinistra perbene col ditino alzato che intima: «Eh no, così non si fa». E invece si fa, giacché l'iniziativa del sindaco Moratti, che chiama i milanesi a manifestare per la sicurezza, non solo è legittima, ma anche opportuna ed efficace. Legittima perché un sindaco rappresenta prima di tutto i suoi concittadini, che l'hanno eletta perché difenda i loro interessi, se necessario anche alzando la voce nei confronti del potere centrale. E perché no? Quante volte nella precedente legislatura sindaci, presidenti di province e di regioni hanno manifestato contro il governo Berlusconi? E che dire dei ministri di Prodi che manifestano contro il loro stesso governo? Che l'iniziativa sia opportuna mi sembra superfluo dimostrarlo: è evidente che i milanesi siano allarmati dalle condizioni della sicurezza e dal degrado sociale. Spaccio, violenze sulle donne, occupazioni abusive, aggressioni, truffe agli anziani, furti negli appartamenti: i cortei e le fiaccolate che si sono svolte in diversi quartieri della città sono solo la denuncia collettiva nella forma più spettacolare di questo stato di cose. Che poi, come qualcuno sostiene, c'è chi sta peggio, che in altre città la situazione sia peggiore, non può certo attenuare l'allarme: i milanesi hanno standard e aspettative diverse, è bene che il governo se ne renda conto. In altre parole, Milano non è Napoli. Infine, l'efficacia dell'iniziativa la dimostra proprio il ministero dell'Interno, che ha prontamente risposto alla Moratti annunciando la prossima apertura di due nuovi commissariati e l'arrivo di 110 agenti; ammettendo, dunque, che il problema esiste e che il sindaco ha fatto bene a porlo in questi termini. Per ora, dunque, contiamo - con una certa diffidenza - sull'arrivo di questi 110 uomini. Anche se, per la verità palazzo Marino ne chiede da tempo almeno 500. Se si tratta di un acconto, aspettiamo il saldo. Perciò non si deve rinunciare alla manifestazione: tutti in piazza il 26 marzo, solo nell'interesse della città.