Manifestazione anti-Pkk, guerriglia a Bruxelles

Cento arresti, tre poliziotti feriti, cassonetti incendiati, vetture danneggiate dopo gli scontro nella "piccola Anatolia" dove sventolano le bandiere turche nei locali e alle finestre delle case. Caccia a curdi e armeni

Bruxelles - È finita con più di 100 persone arrestate, ingenti danni e 3 poliziotti feriti la manifestazione contro il Pkk che si è svolta ieri sera nel quartiere turco di Bruxelles. Nella "Piccola Anatolia" tra le zone di Schaerbeek e Saint-Josse da qualche giorno a questa parte - secondo quanto riferito dal quotidiano Le Soir - alle finestre, nei bar e anche ai pali della luce sventolano le bandiere turche.

E ieri, verso le 17, una folla di giovani nazionalisti ha iniziato un corteo non autorizzato al grido di «il martire non muore mai, la patria non si separa». Il giorno primo la polizia aveva intercettato alcuni sms che indicavano il luogo e l’ora della manifestazione, senza che nessuno avesse chiesto l’autorizzazione per organizzarla. All’appuntamento c’erano quindi anche un centinaio di poliziotti, e il municipio e il commissariato erano stati chiusi per sicurezza. Gli scontri sono iniziati quasi subito: i manifestanti, spesso con il volto coperto dai passamontagna, sono stati colpiti dagli idranti e hanno lanciato a loro volta pietre e sassi, mentre altri gruppuscoli agivano a qualche centinaia di metri di distanza.

Sono stati attaccati alcuni negozi e bar della zona gestiti da armeni e da curdi e alcuni poliziotti sono rimasti feriti. In serata il rapporto delle forze dell’ordine parlava anche di cassonetti incendiati e vetture danneggiate. Gli incidenti avrebbero coinvolto tra le 600 e le 800 persone, alcune delle quali giunte apposta da Anversa e da Gand. I quartieri di Schaerbeek e di Saint-Josse, dove è racconta circa la metà della popolazione turca di Bruxelles, sono spesso teatro di scontri, in concomitanza con i mutamenti della situazione politica in Turchia.