Manifestazioni La Lega: «Intervengano le istituzioni per fermare gli estremisti»

Milano invasa dall’ennesima marcia filopalestinese, o pro-Hamas. Per qualcuno si è passato il segno: «Milano non è il mandamento di Hamas - ha ripetuto anche ieri il vicesindaco Riccardo De Corato - spero che quello di ieri (sabato, ndr) sia stato l’ultimo corteo». D’accordo il collega, e capogruppo di An, Maurizio Gasparri: «Un conto è la libertà religiosa garantita dalla Costituzione, altro è l’uso politico della preghiera da parte di gruppi del fondamentalismo islamico. In troppi sottovalutano le reiterate manifestazioni che, soprattutto a Milano, si basano su un preciso rituale: prima si bruciano le bandiere di Israele, poi si prega in massa rivolti alla Mecca. Queste sono ostentazioni fondamentaliste che non possono essere tollerate». Su posizioni dure anche la Lega: «Milano e i lombardi hanno tollerato fin troppo questi cortei estremisti che scambiano il nostro territorio per un luogo in cui potere inneggiare alla violenza, alla guerra e all’odio contro Israele e l’America», ha detto il capo delegazione della Lega Nord in Regione, Davide Boni, che parla di «un altro sabato che il capoluogo lombardo e tutte le persone civili di questo Paese vorrebbero dimenticare». «Tutte le istituzioni dovrebbero intervenire - aggiunge - a cominciare da quelle milanesi, per impedire che certe manifestazioni accadano di nuovo». Dal presidente del Consiglio comunale Manfredi Palmeri arriva la proposta di organizzare anche a Milano un «Israele Day»: «un’iniziativa pubblica per far sentire la nostra voce contro il terrorismo e la violenza, e per Israele».