«Manifesteremo, ma il giorno dopo»

La signora Elena vive in una casa comunale di via Inganni. Il giardino è abbandonato, la strada è il luogo privilegiato dello spaccio, le abitazioni vuote sono occupate abusivamente. «Come se non bastasse - spiega - la posta viene rubata dalle cassette. In qualche caso non arriva neanche perché sul citofono è scritto il cognome sbagliato». Come lei sono centinaia gli abitanti delle periferie, costretti a misurarsi con droga, disservizi e abbandono. Ora hanno deciso di scendere in piazza. Lo faranno il giorno dopo la manifestazione anticriminalità promossa dal sindaco Letizia Moratti. «Sarà una contromanifestazione - continua la signora Elena -, un modo per far capire che non siamo più disposti a vivere così». Sono quasi 75mila gli abitanti delle case Aler, oltre 50mila quelli che vivono nelle abitazioni comunali. Tanti gli anziani soli. «Viviamo nel degrado, la sera è un via vai di spacciatori - denuncia Franco Poletti, presidente del comitato Quarto Oggiaro -. La manutenzione è insufficiente. Sono stati rifatti tetti e facciate, ma all’interno le abitazioni sono abbandonate». Ma non ci sta a sentir parlare di Quarto Oggiaro come del Bronx. «Una volta - racconta - questo era il fulcro della città». Le cose sono cambiate, in peggio. Altra zona, stesse parole. «I box sono pieni di merce rubata - conferma Claudia Arena, del comitato di via Russoli, in zona Ticinese -, abbiamo chiesto la recinzione, ma niente». Qualcun altro l’ha ottenuta, ma non è bastato. «Cosa ce ne facciamo di un recinto alto tre metri se poi il citofono non funziona e dobbiamo lasciare aperto il cancello? - si chiede Cesare Burchio, che abita in via Bagarotti -. Siamo invasi dalla microcriminalità. Le casette della posta sono usate per la droga». Inutile chiedere l’intervento delle forze dell’ordine: sono insufficienti. Di fronte a una situazione ormai insostenibile, i residenti fanno richieste precise: dalle recinzioni alle ristrutturazioni. «La rabbia dei comitati - dice Stefano Chiapelli, segretario del Sunia - dimostra che sono ormai troppi gli inquilini di Milano costretti a vivere nel degrado».