Manifesti La favola bugiarda della scuola di Clara «salvata»

Mario, Luigi, Clara. I manifesti della campagna elettorale di Claudio Burlando, finalmente pagatidal candidato e non con i soldi della Regione, promettono sempre un «continua». La speranza è che la serie non si interrompa, perché ogni uscita risulta un autogol. Mario, il pensionato che sa di essere mandato a casa a curarsi. Luigi, il pendolare che sa chi «ringraziare» per essersi occupato dei treni, come se chi viaggia in ferrovia abbia di che essere soddisfatto del servizio offerto ogni giorno. Ora Clara, la bambina che «sa che la sua scuola non sarà chiusa». Ovviamente grazie a Burlando? Macché, altro autogol.
Forse Clara non lo sa, ma gli addetti ai lavori sanno benissimo che se la sua scuola è salva è grazie a chi ha impedito il tentativo della Regione di chiuderla. Tanto che a Clara arriva una letterina scritta da una maestra, che ci tiene a spiegare ai bambini chi davvero ha tentato di chiudere le scuole e chi glielo ha impedito. «Cara Clara, la maestra Tiziana ti racconta che lo “zio” Claudio sta raccontando a te e alla tua famiglia una storia proprio da “pinocchietto” - esordisce Tiziana Notarnicola, maestra elementare genovese -. Eh sì, allo zio Claudio è cresciuto un naso lungo, lungo, lungo così. (...)