Manifesti offensivi contro il premier in vetrina, è bufera nel Lucchese

Alcuni commercianti di Barga (Lucca) espongono nei negozi foto di Berlusconi con messaggi oltraggiosi. I rappresentanti locali del Pdl insorgono: «Così si alimenta l'odio». A giugno un manifesto d'insulti firmato dall'ex sindaco di centrosinistra

«Nessuno ha ricevuto più attacchi di me, sono io il campione internazionale assoluto come vittima della stampa», confessava Silvio Berlusconi ieri pomeriggio alla presentazione dell'ultimo libro di Bruno Vespa. E sembra aver proprio ragione. Al partito dell'odio anti-Cav non risultano iscritti però soltanto i soliti giornali e i partiti dell'opposizione. Ad alcuni commercianti del Lucchese è venuta un'idea più originale per gettare fango sul premier. Nel comune di Barga, tre negozi hanno esposto in vetrina foto di Silvio Berlusconi accompagnate da scritte offensive.
A denunciare l'accaduto sono i coordinatori comunali del Pdl Pietro Salatti e Sonia Maria Ercolini. Gli esercizi coinvolti non sarebbero più di tre. In uno di questi, accanto all'immagine del presidente del Consiglio si legge «S. Vittore vi attende ma per il 2010 è tutto esaurito».
«La mamma dei cretini è sempre incinta», dice la saggezza popolare. Infatti non è la prima volta che nel comune lucchese avvengono manifestazioni plateali contro il Cavaliere. Nel giugno scorso, perfino l'ex sindaco del centrosinistra Umberto Sereni firmò un volantino in cui si recitava: «Avviso a tutte le minorenni: se vi telefona uno e dice che si chiama "papi" avvertite subito i carabinieri». Fatto doppiamente grave perché il volantino portava l'intestazione «il Comune informa» oltre al simbolo di un fantomatico «Comitato per la difesa della giovane».
«Iniziative così alimentano divisioni e odio», afferma in una nota il consigliere provinciale del Popolo della libertà Maurizio Marchetti, riferendosi in particolare all'iniziativa di una negoziante di scarpe che in questi giorni ha esposto in vetrina un'immagine di Berlusconi e di Fabrizio Corona (sic!) corredandola con frasi di dubbio gusto. A Carnevale ogni scherzo vale? Ma a tutto c'è un limite. Poco da meravigliarsi, in questo clima, se magari qualcuno il giovedì grasso se ne va in giro con indosso la maschera di Tartaglia.