Il manifesto anti-anoressia? Peggio quello di Veltroni

Caro Granzotto, vorrei conoscere il suo parere sui manifesti e avvisi pubblicitari che ritraggono una donna affetta da anoressia e che in molti Paesi sono stati proibiti. Anche il sindaco di Milano Letizia Moratti intende proibirla e lo stesso ministro Melandri ha espresso molte perplessità su quelle immagini. Secondo me lo scandalo sta nel fatto che si sfrutta una donna anoressica, cioè una malata, per pubblicizzare una casa di confezioni di abiti femminili. Intendo dire che l'anoressia in sé non è ovviamente scandalosa ma è scandaloso usarla come strumento pubblicitario.

A Roma ci si imbatte in manifesti, che presumo di mano del Comune, con questa sgangheratisssima scritta: «Usare il cellulare guidando si perdono 4 punti». Ecco, caro Galli, a mio parere è più scandaloso un manifesto del genere che non quello che ritrae la ragazza pelle e ossa. Sul nudo non stiamo neanche a discutere: ci viene propinato in tutte le salse e dunque uno in più, uno in meno, non fa differenza. Che poi quella immagine possa innescare, come è stato detto, meccanismi di emulazione in donne che vi ritrovano un ideale da raggiungere a tutti i costi, ci credo poco. La silhouette, la magrezza, è per il gentil sesso una aspirazione che non ha bisogno di incentivi. Senza far d'ogni erba un fascio, è difficile che in ambito femminile una massima riceva più consenso di quella espressa da Wally Simpson, duchessa di Windsor: «Non si è mai troppo magre e troppo ricche». Pensare dunque di reprimere l’ossessione della dieta imponendo ai negozianti di mettere in vetrina abiti delle taglie 46 e 48 o vietando immagini di donne anoressiche è esattamente come voler indurre un fumatore a smettere facendogli trovare sul pacchetto di sigarette il monito: «Il fumo uccide» (nonostante il severo avvertimento e le molteplici restrizioni il consumo di tabacco non è diminuito d’un grammo. Per dire).
Nessuna indulgenza, al contrario, merita il manifesto veltroniano: «Usare il cellulare guidando si perdono 4 punti». Non so che effetto possa avere su quanti abbiano l'abitudine di telefonare, senza l’apporto dell’auricolare o del viva voce, guidando. Faccenda che pare sia causa di grossi guai (mentre armeggiare con pulsanti e manopole della radio, dell’impianto di riscaldamento o del navigatore satellitare contribuisce enormemente alla guida sicura). Però è certo che contribuirà, come se ce ne fosse bisogno, al massacro della lingua italiana. Perché quello del manifesto veltroniano non è italiano, è italiotese. Perché non si dice, non si può dire, è vietato dire: «Usare il cellulare guidando si perdono 4 punti». L'italiano vuole che si dica e si scriva: «Chi usa il cellulare guidando perde 4 punti». E Veltroni, sindaco di Roma, personcina ammodo e colta, dovrebbe saperlo.