Manifesto anti-militari: filmati dalle telecamere

Sei giovani, due donne e quattro uomini tra i
25 e i 30 anni, sono stati ripresi mentre attaccavano al muro del civico 45 di viale Monza, angolo via Pasteur, un
telone lungo circa 4 metri con la scritta "no alla militarizzazione dei territori", firmato dalla sigla T28 seguita da una
stella a cinque punte. Indagine nel mondo dei centri sociali

«Questa notte, le telecamere del Comune hanno filmato 6 giovani, presumibilmente appartenenti a un centro sociale, mentre imbrattavano i muri del civico 45 di viale Monza affiggendo un manifesto con scritte contro i militari. Le immagini sono già a disposizione della Digos che sta indagando per l’identificazione dei responsabili». Lo rivela il vice sindaco Riccardo De Corato. L’episodio è avvenuto alle 2,15 di questa notte.

I sei giovani, due donne e quattro uomini tra i 25 e i 30 anni, sono stati ripresi mentre attaccavano al muro del civico 45 di viale Monza, angolo via Pasteur, un telone lungo circa 4 metri con la scritta «no alla militarizzazione dei territori», firmato dalla sigla T28 seguita da una stella a cinque punte. Gli agenti della videosorveglianza del settore Sicurezza del Comune hanno subito inviato una pattuglia della Polizia Municipale e avvisato la Questura. Le telecamere del Comune hanno ripreso l’intera sequenza e ora le immagini sono al vaglio della Digos che procederà alle identificazioni.

«I centri sociali - commenta De Corato - continuano ad alimentare un clima di tensione inneggiando contro i militari o servendosi degli studenti e della riforma Gelmini per seminare zizzania e agitare la piazza. L’episodio di questa notte è solo l’ennesima conferma di quello che dico da giorni. E dimostra che anche le parole del capo del Governo Berlusconi, che ieri ha riconosciuto la regia dei centri sociali dietro la protesta degli studenti milanesi, sono del tutto sensate». «Dopo l’arresto dei sudamericani per l’aggressione di un loro connazionale - aggiunge De Corato -, questo nuovo episodio dimostra che viale Monza ha smesso di essere zona franca. Là dove non arrivano mimetiche e divise, arrivano le telecamere del Comune, sorvegliate 24 ore su 24 dagli agenti addetti alla videosorveglianza. Telecamere rivelatesi ancora una volta preziose e fondamentali: anche se non sono riuscite a prevenire il reato, sono almeno servite per l’identificazione dei responsabili. Che, mi auguro, non rimangano impuniti».