Un manifesto di arroganza

Don Paolo Farinella sollecita la raccolta di firme contro la Messa in Latino. Questa raccolta di firme in calce ad un appello-manifesto per dire al Papa che non può ripristinare la Messa in latino senza diventare complice dei fondamentalisti che operano una continua denigrazione del Concilio Vaticano II e dei suoi Papi, Giovanni XXIII e Paolo VI. Questa iniziativa vorrebbe bloccare la pubblicazione del motu proprio con cui Benedetto XVI concederà come diritto la facoltà di celebrare liberamente la Messa secondo il rito di San Pio V in vigore dl 1570. Colpisce la presunzione, alquanto sgradevole, del su citato prete che vorrebbe sostituirsi al Papa per punire fantomatici fondamentalisti che nella realtà sono sempre rimasti fedeli alla Chiesa, ubbidienti al Papa e che non hanno nulla da eccepire al Concilio Vaticano II. Del predetto don Farinella, si rilevano alcune affermazioni erronee: 1) Il rito di S.Pio V non è mai stato abolito; 2) Nel Concilio Vaticano II si dice esplicitamente l'uso della lingua latina, salvo diritti particolari, sia conservato nei riti latini (Sacrosantum Concilium -36,1). Quanto poi alle conclusioni di don Farinella che butta tutto in politica: dai finanziamenti dall'estrema destra fascista, al clericalismo di stato addirittura fomentato dall'alto, possiamo bonariamente sorridere di queste fantasie. Noi vogliamo semplicemente salvare un eterno patrimonio di valori consolidato nei secoli.
Segret.Ass.ne «Una Voce»