IL MANIFESTO DEL PALAZZO «Non è la risposta all’emergenza ma una festa per stare in città in modo diverso e riflettere»

Tanto vale ribattezzarla «DomenicAspasso». Perchè già Torino, con il sindaco Pd Piero Fassino, ha dichiarato mai più blocchi auto nel giorno meno trafficato. Non servono a niente, piuttosto durante la settimana. E anche il neo ministro all’Ambiente Corrado Clini ieri è tornato a ribadire la sua opinione: «Non sono risolutive, sono misure di emergenza difensiva e fortemente temporanea». Hanno «sicuramente il vantaggio di far godere la città ai cittadini». Ma, come dire, basta venderle come soluzioni anti-smog. E anche Milano a punto pare ha deciso di archiviare la vecchia favola e raccontarne una nuova, per costringere comunque i milanesi a non usare l’auto. «Rispetto all’inquinamento - ammette l’assessore all’Ambiente Pierfrancesco Maran - condividiamo anche noi che i blocchi domenicali non servono. Non danno risultati o solo molto limitati sul pm10. Infatti li abbiamo tolti dalle misure d’emergenza». E trasformati in divieti educativi, per convincere i milanesi a usare meno la macchina e più i mezzi pubblici e bike sharing. Tant’è che «questa volta possono viaggiare solo i veicoli elettrici, niente deroga a gpl, ibridi e a metano». Stranamente equiparate al trasporto pubblico le auto (anche a benzina e diesel) di GuidaMi. Il servizio di car sharing del Comune, «è estremamente conveniente - spiega la nota - l’abbonamento annuale costa 120 euro, il test drive per 3 mesi costa 50 euro».
Per la prima volta, è scritto sui manifesti che annunciano la DomenicAspasso a Milano e in un terzo dei comuni dell’hinterland «non è più una risposta all’emergenza ambientale ma una giornata di festa per stare in città in modo diverso e riflettere sulla qualità della vita urbana». «Benvenuta Roma» è la locandina quasi ironica con cui Milano accoglie nel club delle città ambientaliste la capitale che domenica blocca il traffico. Anche Roma ferma il traffico «ma per altre ragioni» precisa Maran. Per la vecchia lotta al pm10. Milano è già più avanti.
Non serviranno ad abbattere lo smog, ma la prima domenica a piedi dell’era Pisapia il 9 ottobre ha portato nelle casse del Comune 137mila euro, 13mila all’ora. Questa volta lo stop si accorcia di due ore, dalle 10 alle 18, ma anche l’elenco di chi può viaggiare in deroga. E anche per il sindaco è un’occasione per fare passerella. Scendono in campo come testimonial i vip che restavano a casa nei blocchi (pochi) targati Moratti ma visti spesso accanto a Pisapia in campagna elettorale: da Claudio Bisio e Lella Costa e Paolo Rossi. E per tutto il weekend tornano nelle piazze e nelle strade della città i ComitatixMilano, gli ex Comitatix Pisapia per «coinvolgere un numero sempre maggiore di cittadini». Iniziative sparse in tutte le zone, dall’Arci Pessina a Chiaravalle al supermercato Coop di via Palmanova.
Non cambia idea sul divieto di circolazione - comunque lo si voglia chiamare - il presidente della Provincia Guido Podestà: «Ribadisco di non condividere il metodo usato Comune, magari sostenuto da qualche altra amministrazione, di decidere autonomamente il blocco. É importante comprendere, l’ho scritto anche al sindaco, che non costruiremo la futura Città metropolitana con provvedimenti non strutturali come questo». Dal punto di vista ambientale, conferma, «non produce benefici alla salute». Se la decisione invece, «è maturata per compiacere chi ama andare in bici, passione ovviamente condivisibile, è necessario allora favorire l’accesso dall’hinterland». Il Comune «ha verso questo tema un approccio ideologico. Dovrebbe, invece, tenere conto delle esigenze dei tanti cittadini che devono essere liberi di spostarsi, anche nei giorni di festa, per motivi familiari o di lavoro».